Cirié, il branco colpisce ancora: selvaggia aggressione a un commerciante in via Remmert
Mentre l’Arma dei Carabinieri mantiene il più stretto riserbo investigativo – segno che si sta lavorando a colpo sicuro per identificare e blindare le posizioni dei responsabili – a Cirié i dettagli della brutale aggressione di ieri in via Remmert iniziano a comporsi. E il quadro che emerge è quello di una violenza ferocissima, premeditata e tutt’altro che isolata.
La vittima, un cittadino del Bangladesh che gestisce a turno con alcuni connazionali un piccolo esercizio commerciale nella centrale via cittadina, si trova ora in ospedale con gravi lesioni al volto: il bilancio medico parla di frattura del naso e dello zigomo. Un pestaggio in piena regola, consumato a calci e pugni da un gruppo di giovanissimi italiani.
La testimonianza choc: «Insulti e vessazioni da tempo»
A squarciare il velo di omertà e a cancellare definitivamente ogni tentativo di archiviare la faccenda come una “bravata tra ragazzi” è la testimonianza di un collega della vittima. Le sue parole descrivono un clima di persecuzione quotidiana che andava avanti da un periodo prolungato:
«Non è stato un litigio improvviso. Da tempo eravamo presi di mira, subivamo costantemente vessazioni, provocazioni e insulti mirati. Ieri è stato solo il culmine violento di una situazione che era diventata insostenibile».
Il negozio e i suoi lavoratori erano dunque diventati il bersaglio fisso del branco. Un bersaglio facile, scelto per via della nazionalità, su cui sfogare una rabbia frustrata che si nutre di intolleranza e xenofobia.
Lo spettro dello stesso “regista” dietro i minori
In città la notizia è ormai di dominio pubblico e l’indignazione cresce, soprattutto perché la memoria storica di via Remmert riporta la mente a un anno esatto fa. Praticamente in questi stessi giorni di luglio, la via era stata teatro di un gravissimo caso di “Codice Rosso”: il pestaggio a sfondo transfobico ai danni di una ragazza.
Stesso identico modus operandi, stesse dinamiche di branco e, secondo le indiscrezioni che corrono in città, probabilmente gli stessi identici volti. Minorenni del posto che si muovono compatti per fare del male, forti della copertura – e forse dell’istigazione – di un paio di adulti deragliati e ben noti nel tessuto locale, che utilizzano i ragazzini come manovalanza violenta.
Il grave danno fisico riportato dal commerciante impone ora una risposta ferma. La redazione resta in attesa delle risultanze ufficiali dei Carabinieri per dare un nome e un cognome ai responsabili, ma la ferita sociale, a Cirié, è di nuovo aperta e sanguina.

