Balme, lo Stura si attraversa a piedi al Pian della Mussa: le immagini riaprono il dibattito su Ciavanette
Scatti e filmati del 27 settembre mostrano il torrente con soli 21 centimetri d'acqua nei pressi della futura presa. L'appello dei cittadini: «Con le portate attuali l'impianto produrrà davvero? Servono dati aggiornati prima di alterare il territorio».
BALME – Il torrente Stura che si attraversa a piedi, quasi in secca, nello scenario del Pian della Mussa. È l’allarmante testimonianza visiva che alcuni abitanti di Balme hanno deciso di rendere pubblica, inviando una serie di fotografie e filmati realizzati domenica 27 settembre alla pagina social Valli di Lanzo in Verticale per documentare lo stato di salute del corso d’acqua.
I rilievi fotografici mostrano il torrente in sofferenza proprio nei pressi dell’area individuata per la futura opera di presa del controverso impianto di Ciavanette: acqua misurata nell’alveo pari a soli 21 centimetri e asta idrometrica attestata a circa –30 centimetri sotto lo zero.
I DUBBI SULLA PORTATA E SULLA RENDITA DELL’IMPIANTO
Come sottolineato dagli stessi residenti nella segnalazione, né i 21 centimetri rilevati sul fondo né l’indicazione dell’asta idrometrica bastano, da soli, a calcolare la portata esatta del corso d’acqua espresso in litri al secondo, operazione per la quale servirebbero misurazioni specifiche o curve di deflusso tarate sulla sezione.
Tuttavia, le condizioni visibili ad occhio nudo sollevano interrogativi sostanziali sul piano tecnico ed economico:
- In queste condizioni idriche, l’impianto sarebbe in grado di produrre energia?
- A quale potenza effettiva potrebbe lavorare o si arriverebbe al blocco forzato dei macchinari?
- Con una resa inferiore, a quanto ammonterebbero i reali proventi e il conseguente 3% destinato al Comune e al territorio?
«Servono numeri aggiornati, non stime del passato»
Il nodo centrale sollevato dalla comunità locale riguarda il rapido cambiamento climatico in atto e le mutate caratteristiche dei torrenti alpini.
«Prima di intervenire in modo irreversibile sullo Stura per i decenni a venire, una domanda è doverosa: il progetto Ciavanette potrà davvero produrre quanto stimato sulla carta? – evidenziano i cittadini –. Prima di alterare per sempre un territorio di pregio e di straordinaria bellezza, è fondamentale condurre una riflessione approfondita e oggettiva, senza farsi condizionare da ideologie “green” che rischiano di rivelarsi dannose per l’ecosistema. Servono numeri e dati di portata attuali e aggiornati, non previsioni basate sui modelli del passato».

