Coassolo, via Magnetti come un circuito: «Piedi e ruote pesanti nei centri abitati, da 5 anni ignorati da tutti»
I cittadini del capoluogo tornano a bussare alle porte di Comune, Città Metropolitana e Carabinieri: «Impossibile uscire di casa a piedi senza rischiare l'investimento. Servono dossi e autovelox prima della tragedia»
COASSOLO TORINESE – «Siamo ostaggi nelle nostre stesse abitazioni, con il terrore di uscire di casa a piedi e venire investiti». È un grido d’allarme esasperato quello lanciato dai residenti di via Magnetti, nel capoluogo di Coassolo Torinese, che a distanza di cinque anni dalle prime segnalazioni ufficiali sono tornati a scrivere alle istituzioni e, questa volta, anche agli organi di informazione locali.
La protesta porta la firma dei cittadini Silvia Alfonsetti e Dario Francione, farsi portavoce di una situazione di grave pericolo percepita da chi vive lungo l’arteria stradale.
I PUNTI DELLA SEGNALAZIONE DEI CITTADINI
| Criticità Evidenziate | La Situazione in Via Magnetti |
| Problematico riscontrato | Velocità eccessiva di auto e moto in pieno centro abitato |
| Punti di rischio | Pendenza del tratto, assenza di marciapiedi protetti, pericolo costante per i pedoni |
| Enti chiamati in causa | Comune di Coassolo, Città Metropolitana di Torino, Carabinieri della Compagnia di Lanzo |
| Risposte ricevute | Nessun intervento risolutivo o efficace a 5 anni dalla risposta del 30/12/2021 |
| Soluzioni richieste | Installazione di dossi rallentatori, autovelox o altri strumenti di dissuasione |
«Dev’essere per forza il morto a far scattare i controlli?»
Nonostante il tratto stradale attraversi in pieno il centro abitato – dove il limite generale fissato dal Codice della Strada è di 50 km/h, sebbene le pendenze della zona raccomanderebbero prudenza ancora maggiore – i residenti denunciano il continuo sfrecciare di veicoli a due e quattro ruote.
«Nessuno degli enti a cui è stata inviata la documentazione si è premurato di dare una risposta specifica ed efficace – attaccano i firmatari della lettera –. Questo grave problema continua ad essere colpevolmente ignorato, come se la sicurezza e la vita delle persone non fossero una priorità. Ci chiediamo: la sicurezza diventerà prioritaria soltanto quando qualcuno rimarrà vittima di un incidente, o non sarebbe invece opportuno prevenire il peggio installando dossi, rilevatori di velocità o altri deterrenti?».
La decisione di rendere pubblica la lettera rappresenta l’estremo tentativo per sbloccare un’impasse che dura ormai da oltre un lustro. «Come cittadini del capoluogo ci troviamo nuovamente a segnalare questa grave inadempienza – concludono i residenti – con la speranza che, dopo cinque anni di attesa, il problema non venga rimesso in un cassetto ma affrontato e risolto per la tutela della cittadinanza tutta».

