Violenza sulle donne in Piemonte: oltre 2 milioni di euro per casa, lavoro e minori
Economia e Lavoro
5 Ottobre 2026
Il diritto di sopravvivere

Violenza sulle donne in Piemonte: oltre 2 milioni di euro per casa, lavoro e minori

Un piano regionale che unisce autonomia economica, percorsi abitativi e interventi dedicati alle vittime di violenza assistita

Un intervento strutturale per trasformare la tutela in autentica emancipazione personale ed economica. La battaglia contro la violenza sulle donne in Piemonte compie un passo avanti decisivo con lo stanziamento di 2.007.500 euro da parte della Giunta regionale.

Le nuove risorse finanziarie, deliberate per supportare le donne nel percorso di uscita dai maltrattamenti, intervengono su quattro direttrici fondamentali: lavoro, casa, prevenzione e tutela dei figli minori.

Il piano integra 1.788.500 euro provenienti dal Piano strategico nazionale sulla violenza maschile contro le donne e 219 mila euro di fondi regionali dedicati all’autonomia finanziaria.

Lavoro e autonomia economica: il ruolo del facilitatore

I dati diffusi da Telefono Rosa Piemonte evidenziano una realtà complessa: il 54% delle donne prese in carico non dispone di autonomia economica. Senza risorse proprie, la decisione di allontanarsi da un contesto maltrattante diventa drammaticamente difficile.

Per rispondere a questa emergenza, la Regione Piemonte ha articolato le risorse per l’occupazione in due azioni concrete:

  • 450.000 euro per l’inserimento lavorativo: finanziamento fino a 15 progetti (da 30.000 euro ciascuno) destinati a donne sole o con figli. I percorsi includono orientamento, tirocini, supporto all’autoimprenditoria tramite microcredito e aiuti pratici come il conseguimento della patente.
  • 219.000 euro per le reti territoriali: supporto a un massimo di cinque reti guidate dai Centri antiviolenza (con contributi fino a 43.800 euro per progetto).

In questo ambito assume valore strategico la presenza del facilitatore, una figura professionale che connette i Centri antiviolenza con i Centri per l’impiego, i servizi formativi e le strutture di conciliazione tra vita familiare e lavoro.

Casa: 450 mila euro per l’autonomia abitativa

Trovare un alloggio autonomo rappresenta una tappa fondamentale per chi completa il percorso di uscita dal maltrattamento. Con uno stanziamento di 450.000 euro, la Regione rafforza l’alleanza tra i 23 Centri antiviolenza piemontesi e le 8 Agenzie sociali per la locazione dei capoluoghi provinciali.

Il sostegno consiste in un contributo a fondo perduto che copre fino a otto mensilità del canone di affitto e il versamento del relativo deposito cauzionale.

Minori e violenza assistita: nascono i poli territoriali

Un elemento innovativo della strategia regionale riguarda la presa in carico dei bambini e dei ragazzi che assistono ai maltrattamenti all’interno delle mura domestiche. Per contrastare gli effetti della violenza assistita sono stati stanziati 284.500 euro.

La misura finanzierà fino a cinque progetti (del valore massimo di 56.900 euro ciascuno) per l’attivazione di poli territoriali di accompagnamento. I poli opereranno a livello di quadrante e vedranno la collaborazione integrata tra:

  • Centri antiviolenza e Case rifugio;
  • Servizi socio-assistenziali e Aziende Sanitarie Locali;
  • Équipe multidisciplinari specializzate nei maltrattamenti sui minori.

Prevenzione: 604 mila euro per scuole e territorio

Il contrasto della violenza sulle donne in Piemonte passa inevitabilmente attraverso la formazione delle nuove generazioni e la sensibilizzazione della società civile. La quota destinata alla prevenzione ammonta a 604.000 euro, così suddivisi:

  1. 340.000 euro per le scuole: finanziamento fino a 17 progetti (da 20.000 euro ciascuno) focalizzati sul superamento degli stereotipi di genere e sull’educazione al rispetto nelle relazioni.
  2. 264.000 euro per il territorio: finanziamento fino a 12 progetti (da 22.000 euro) rivolti ad università, luoghi di lavoro, Centri per la famiglia, enti pubblici e Terzo settore.

Le dichiarazioni dell’assessore Marina Chiarelli

L’assessore regionale alle Pari Opportunità, Marina Chiarelli, ha sottolineato il valore etico e sociale dei due provvedimenti:

«I numeri ci dicono quanto l’indipendenza economica sia parte integrante del percorso di libertà di una donna. Il 54% delle donne prese in carico da Telefono Rosa Piemonte non dispone di autonomia economica. Dietro questa percentuale ci sono donne per le quali decidere di andare via può voler dire chiedersi dove vivere, come mantenersi e come occuparsi dei propri figli. È esattamente in quel passaggio che le istituzioni devono esserci. Con questi due provvedimenti mettiamo in campo oltre 2 milioni di euro e costruiamo un percorso che tiene insieme lavoro, casa, indipendenza economica e prevenzione. Allo stesso tempo rafforziamo l’attenzione verso i bambini e i ragazzi vittime di violenza assistita, perché la violenza vissuta dentro una casa coinvolge anche chi la vede, chi la ascolta e chi cresce nella paura. Uscire dalla violenza non può significare soltanto mettersi al sicuro: deve significare poter tornare a scegliere della propria vita. Il nostro obiettivo è accompagnare le donne e i loro figli dalla protezione alla piena autonomia, dando loro strumenti concreti per ricominciare».

In foto: una iniziativa della Rete delle Donne a marzo a San Maurizio Canavese

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