Quando ci si incontrava al Monferrato di Caselle, fra un video ed un concerto
Meno35
1 Febbraio 2013

Quando ci si incontrava al Monferrato di Caselle, fra un video ed un concerto

Una delle novità mediatiche all’inizio degli anni Ottanta è al diffusione dei video clip musicali. Non per niente il tormentone dell’estate del 1980 è Video Killed the Radio Star del duo britannico dei Buggles, che aprirà le trasmissioni di MTV il 1º agosto 1981. Anche a Torino nascono i primi video-pub, come il Metrò di Via Gioberti, tempio cittadino della musica new wawe. E anche in provincia molti pub si trasformano. A Caselle, dal 1982 c’è la Locanda del Monferrato. A gestirla è Franco Genti, classe 1956, casellese di origini mantovane, con una grande passione per la musica e le motociclette e un passato nel movimento della “controcultura” locale. Il “Monferrato” non è un pub in stile postmoderno, come quelli appena nati in città, ma un’antica locanda con interni in legno, che continua a funzionare anche come albergo. Ma a piano terra, nel locale birreria, è la musica a fare da padrona, sempre presente e varia grazie alla ricchissima discografia in vinile del gestore, i video musicali (soprattutto concerti rock) proiettati sullo schermo e il piccolo palco, che ebbe una sua breve ma intensa attività live. In quei primi anni Ottanta, il Monferrato è uno dei pochissimi locali in zona dove è possibile ascoltare musica dal vivo, con una selezione che spazia fra rock, blues e jazz. Ma nel 1991 Franco decide che per lui è ora di cambiare vita e lo fa nel modo più radicale che si possa immaginare: al Balòn si disfa della sua collezione di dischi, vende tutto il resto e si trasferisce a Pangandaran, nell’Isola di Giava. E’ lui stesso che lo racconta oggi, dalla lontana Indonesia dove vive tuttora:
“Al Monferrato i concerti vennero effettuati nei primi anni di apertura, poi, in seguito all’incendio del cinema Statuto, ci furono norme più restrittive per l’agibilità dei locali pubblici e non ci fu più possibile fare musica dal vivo. Ai tempi avevamo un’organizzazione per portare gruppi jazz a Torino insieme ad altre birrerie torinesi, come la n.8 e la Contea. Suonarono nomi importanti del panorama jazz, tra cui Dick Mazzanti e Aldo Rindone, oltre a esibizioni di gruppi rock e metal, come i Fil di Ferro. E a questo proposito voglio ricordare i “giovedì metallari”, che ebbero un successo straordinario. Gruppi di motociclisti arrivavano anche da lontano, ad esempio dalla Svizzera, per partecipare.”
Dei “giovedì metallari” si ricorda anche Alessandro Banche, bassista dei Fucktotum: “l giovedì sera si guardavano i video su vhs che Franco affittava da Rock’n’folk. Ricordo che la presentazione delle serate venne fatta durante il primo concerto metal a Ciriè, davanti al monumento del viale, a cui parteciparono i NIB e i Black Evil.”
Ma uno dei ricordi più belli che Franco Genti ha del Monferrato è legato a quella che chiama invasione africana: “Avevo una quindicina di stanze che affittavo per lunghi periodi, tranne una dove viveva un giovane sardo, a ragazzi provenienti dall’Africa. Fu un’esperienza straordinaria e divertentissima e a quei tempi eravamo la locanda più “cheap” d’Italia. Poi nel ’91, dopo una vacanza in Indonesia, decisi che era lì che volevo vivere. Vendetti tutto e mi trasferii a Pangandaran, dove creai il Francisco Brillo Restaurant, che venne spazzato via dallo Tsunami del 17 luglio 2006”. Ma nel frattempo la sua vocazione “on the road” l’aveva già portato altrove, insieme alla famiglia: dapprima a Vonzo, una frazione di Chialamberto, poi in Sardegna e infine a Londra, dove è rimasto nove anni, fino a quando, alcuni mesi fa, ha deciso di tornare in Indonesia: a Pangandaran, terza palma sulla sinistra, scrive sulla sua pagina facebook.

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