Oltre mille persone per l’addio al 13enne investito in bicicletta
Cronaca nera
26 Luglio 2013

Oltre mille persone per l’addio al 13enne investito in bicicletta

Oltre mille persone hanno voluto salutare per l’ultima volta Mattia Repole, il 13enne travolto ed ucciso da un’automobile mentre era in sella alla sua bicicletta. Troppo piccola la chiesa di San Francesco d’Assisi, a Venaria Reale, per contenere tutti gli amici, i parenti e tutti coloro che – nella mattinata di venerdì 26 luglio – hanno voluto essere vicini a papà Giuseppe e a mamma Rosi. Tanti gli applausi che hanno accompagnato la piccola bara bianca al suo arrivo in corso Papa Giovanni XXIII: c’erano i compagni di scuola, ma anche tutti quei ragazzi che con il piccolo Mattia avevano condiviso tante gioie sui campi da calcio. Oltre al sindaco Giuseppe Catania, che ha voluto stare accanto ai genitori, segnati da quel tragico incidente avvenuto martedì 23 luglio in via Druento, di fronte allo Juventus Stadium. «Era un ragazzo pieno di vita – ha detto don Lucio Melzani durante l’omelia – amato profondamente dai suoi genitori che lo hanno aiutato a sentirsi parte integrante della nostra comunità. Fin da piccolo, quando ha frequentato la scuola dell’infanzia don Tonus e ha iniziato a muovere i primi passi nel nostro oratorio. Il calcio era la sua grande passione e proprio nel nostro gruppo sportivo ha iniziato la sua carriera, prima di giocare nel Venaria Reale e nell’Accademia Grande Torino. Nella sua cameretta, sul comodino, teneva il crocifisso che la sua catechista gli aveva regalato in occasione della Cresima: Mattia era un leader, sapeva sempre intervenire nel modo giusto anche quando nascevano delle incomprensioni tra gli amici. Ora è già accanto al Signore, ma rimarrà sempre con noi». All’uscita dalla chiesa, gli amici hanno liberato decine di palloncini bianchi e azzurri, mentre sulla bara è stata appoggiata la maglia granata dell’Accademia Grande Torino, quella con il numero 10. Era l’ultima che il piccolo Xavi, come lo chiamavano i compagni e i suoi allenatori, aveva indossato. Il presidente Fabio Tunno, dopo la fusione con l’Accademia Inter, ha voluto però mantenere una squadra con il nome dell’Accademia Grande Torino, proprio quei Giovanissimi ’99 con i quali Mattia aveva condiviso momenti di gioia e di divertimento, incantando con le sue giocate e i suoi gol le tribune ricolme di genitori e appassionati.

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