Gli animalisti scrivono a Cirio: «Si chiuda anche la caccia, fonte di assembramenti e spostamenti anche tra regioni»
Ambiente, Cronaca
28 Ottobre 2020
La richiesta arriva dalle associazioni del Tavolo Animali & Ambiente

Gli animalisti scrivono a Cirio: «Si chiuda anche la caccia, fonte di assembramenti e spostamenti anche tra regioni»

«Sospensione immediata dell’attività venatoria a seguito del Dpcm del 24 ottobre»

La recrudescenza pandemica –  con annesso ultimo e controverso Dpcm – ha dato un assist loro malgrado in questi giorni agli antagonisti animalisti che da mesi protestano contro l’ampliamento delle prerogative di caccia introdotto dalla nuova legge regionale. A tal riguardo il Tavolo Animali & Ambiente, costituito da ENPA, LAC, LAV, LEGAMBIENTE L’Aquilone, LIDA, OIPA, PRO Natura e SOS Gaia, ha appena scritto al Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio per chiedere la sospensione immediata dell’attività venatoria a seguito del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 24 ottobre.
«Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dello scorso 24 ottobre in materia di adozione di misure di contenimento per contrastare la diffusione del virus COVID-19 prevede, tra l’altro, al 4° comma dell’art.1, una forte raccomandazione a tutte le persone fisiche di non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, salvo che per esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o usufruire di servizi non sospesi –  scrivono le associazioni contro la caccia –  e, a seguire, sostanziali limitazioni alle attività sportive ed a quelle svolte all’aperto». Ma il decreto  –  fanno anche osservare – nei vari punti normati non preved esplicitamente il blocco dell’attività venatoria.
«Ci pare  tuttavia evidente che l’andare a caccia  – aggiungono –  non rientri tra le attività autorizzate a muoversi senza limitazioni. Ricordiamo, infatti, che la caccia è causa di assembramenti, soprattutto nel caso di battute al cinghiale, ed anche di spostamenti dei partecipanti, non solo tra Province ma addirittura tra Regioni, che risultano essere estremamente frequenti».
Queste dunque le argomentazioni con le quali il Tavolo Animali & Ambiente nel documento inviato al governatore chiede che la Regione Piemonte, facendo ricorso alla potestà di adottare norme più restrittive, emani in tempi brevissimi un apposito decreto con il quale provveda a sospendere immediatamente l’attività venatoria.
«Eventuali attività di controllo nei confronti di specie problematiche non rinviabili, potrebbero essere assicurate, sempre nel rispetto delle misure sanitarie previste dall’art. 1, comma 1, del medesimo Decreto, dal personale degli Enti Pubblici a ciò preposto. Riteniamo tale provvedimento un obbligo cui le autorità non possono sottrarsi, pena il porre la popolazione in condizioni di pericolo ancor più accentuate di quella attualmente presenti», conclude il sodalizio che annovera tutte le principali sigle ambientaliste ed animaliste italiane.

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