Raddoppia l’indennità degli operatori di pronto soccorso a Ciriè, Chivasso, Ivrea e Cuorgnè
Economia e Lavoro, Politica, Prima pagina, Sanità
26 Marzo 2024
Lo ha annunciato il vicepresidente della Commissione Sanità della Regione

Raddoppia l’indennità degli operatori di pronto soccorso a Ciriè, Chivasso, Ivrea e Cuorgnè

Stabilito anche un aumento di 16 milioni di euro a sostegno delle strutture residenziali

Maggior sostegno alle strutture residenziali che, con i loro lavoratori, recentemente erano finite nell’annoso dibattito sui livelli delle prestazioni sanitarie offerte pubblicamente in Piemonte. Sul tema, dato atto anche dei continui “pungoli” dell’opposizione di centrosinistra a Palazzo Lascaris, arrivano oggi rassicurazioni circa il fatto che «Si lavora incessantemente sui temi sanitari e assistenziali in Piemonte con la firma di un accordo tra la Direzione Sanità e le Organizzazioni sindacali, per il benessere del personale sanitario, e con lo stanziamento di 16 milioni di euro a sostegno delle strutture residenziali». Ad annunciarlo il consigliere leghista canavesano Andrea Cane, vicepresidente della commissione Sanità del Consiglio regionale del Piemonte: «Un investimento di 4 milioni 394 mila euro consentirà di raddoppiare l’indennità destinata al personale infermieristico e delle professioni sanitarie operanti nei servizi di Pronto Soccorso, come ristoro per il disagio lavorativo. Inoltre, si è concordato di destinare altri 5 milioni 864 mila euro per ciascuna delle annualità 2024, 2025 e 2026 per affrontare la carenza di personale e ridurre le liste d’attesa».

L’indennità mensile di Pronto Soccorso degli operatori di Cuorgnè, Ivrea, Chivasso e Ciriè dovrebbe quindi essere aumentata da 100 attuali a 200 euro medi pro capite, con decorrenza retroattiva da giugno 2023.«Inoltre, la tariffa oraria per le prestazioni aggiuntive è stata fissata a 60 euro» ha ancora indicato Cane, che infine ha poi aggiunto: «La Regione Piemonte ha stabilito anche un aumento di 16 milioni di euro a sostegno delle strutture residenziali, destinati alla quota sanitaria, con l’obiettivo di raggiungere il 10 per cento entro il 2026. Questo sforzo mira a migliorare la qualità dei servizi per gli anziani e a garantire tutele e salari equi per i lavoratori del settore».

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