Oltraggio con svastiche al murales di Luca,  la lettera della mamma ai vandali
Cronaca
1 Aprile 2025
A 3 anni dalla tragica scomparsa del 16enne ciriacese vittima di un incidente

Oltraggio con svastiche al murales di Luca, la lettera della mamma ai vandali

L’opera, collocata nel parco dei Due Laghetti a Villanova è stata imbrattata con pennarelli non indelebili ed è stata pertanto ripulita, sebbene parzialmente, in questi giorni

Tre anni fa (quasi) di questi tempi moriva in un assurdo incidente domestico il 16enne ciricese Luca Bertolo. Dalla commozione e dalla vicinanza di amici e parenti nacque un bellissimo murales in sua memoria: e proprio nei giorni scorsi si è verificato l’odioso sfregio vandalico all’opera.

(Un particolare degli sfregi all’opera inneggianti ad Hitler)

La lettera della mamma di Luca che riceviamo e pubblichiamo.

«Lettera di una mamma a imbecilli ignoti. Mi chiedo e mi domando: ma cosa diavolo vi è venuto in mente di fare? Mi rivolgo a te, si proprio a te, a voi, poco cambia. Non mi è affatto chiaro il vostro gesto di vandalismo sul murales di Luca. Noia? Adrenalina? Sfida? Gioco? Ignoranza? La lista potrebbe essere lunga. Luca, il ragazzo ritratto nel murales era mio figlio e immagino possa avere su per giù la vostra età, 16 anni. Dico aveva, perché a causa di un incidente domestico ci ha lasciato tre anni fa. I 16 anni di Luca sono stati vissuti appieno, voglia di fare, di inventare, di mettersi in gioco, di ridere, di divertirsi, di vivere ma con il rispetto verso gli altri e nei confronti del mondo che lo circondava. Questo murales creato per ricordarlo gli è stato dedicato da chi gli ha e gli vuole bene con offerte e realizzato da un professionista nel parco giochi di Villanova. Già, un parco giochi dove le grida, la spensieratezza, i sorrisi dei bambini possono tenere in vita il ricordo di Luca. Ci sono panche, un tavolo dove potersi ritrovare con gli amici, chiacchierare bevendo una Coca cola o una birra. Un piccolo spazio da lasciare pulito, in ordine come lo abbiamo trovato in modo che chi arriverà dopo di noi possa godere del nostro stesso piacere di ritrovarsi in un ambiente piacevole e confortevole. Avete imbrattato il murales con segni, scritte, cosa peggiore una svastica. Siete stati in grado di disegnarla ma sono più che sicura che non ne conosciate il significato. Quanti innocenti morti sotto quel simbolo. Cosa dirvi ragazzi, la vita può essere breve e non sapete cosa il destino vi riserverà. Fermatevi solo un minuto a pensare se su quel murales invece del viso sorridente di mio figlio Luca ci fosse la vostra faccia».

— SILVIA SUPPO*

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