“In montagna si trasforma e se ci fermiamo si lamenta”: la storia di Carlo e il suo Thor, il cane a 4000 metri che punta al Monte Bianco
Carlo Costa non era mai stato in quota. Dopo 20 vette conquistate con allenamenti quotidiani e 1 kg di carne al giorno, l'operaio canavesano e il suo lupo cecoslovacco superano i maestri e puntano al tetto d'Europa
C’è chi in montagna cerca un panorama, chi una sfida con sé stesso e chi un modo per tornare a vivere. Per Carlo Costa, 32 anni, operaio dell’Alto Canavese, la rinascita ha le sembianze di un cane lupo cecoslovacco di nome Thor. Insieme hanno scritto una pagina storica, portando per ben venti volte un cane a 4000 metri di quota.
Un’impresa straordinaria che culmina con la recente ascesa sull’Alphubel (4.206 metri in Svizzera) e che rappresenta l’attuale primato europeo, con la seria prospettiva di diventare un record mondiale.
Dalla depressione alla conquista delle Alpi
La storia di Carlo e Thor, tuttavia, non nasce tra i ghiacciai. Carlo, infatti, non era un esperto di montagna e non aveva assolutamente mai fatto camminate in quota. La scintilla scocca in un momento molto buio: una profonda depressione post-Covid, arrivata in concomitanza con la scelta di andare a vivere da solo.
È proprio in questa fase delicata che Thor, allora un cucciolo di appena due mesi e mezzo, fa il suo ingresso. Avendo grandi esigenze fisiche, l’animale costringe Carlo a uscire, muoversi e riprendere contatto con il mondo. Dalle prime passeggiate nel Canavese, la coppia è arrivata a sfidare i giganti delle Alpi. Sul loro profilo Instagram 6_zampe_in_montagna la sintesi di questo viaggio è in una frase: “Brancolavo nel buio, tu mi hai salvato”.
Portare un cane a 4000 metri: allenamento e dieta rigorosa
Sui social network un’impresa del genere divide inevitabilmente l’opinione pubblica. C’è chi critica le ascese ad alta quota per un animale, ma la realtà dei fatti dimostra una preparazione meticolosa. Condurre un cane a 4000 metri in totale sicurezza richiede sacrifici enormi e zero improvvisazione.
Carlo segue un rigido programma di allenamento quotidiano, fondamentale per preparare le impegnative gite del weekend. Senza questa costanza, l’alta quota sarebbe troppo pericolosa per l’animale. Inoltre, Thor (che oggi pesa 40 chili) segue una dieta formulata ad hoc: mangia un chilo di carne al giorno, integrato con riso e verdure.
Sicurezza in alta quota e sci alpinismo
L’attenzione in parete è massima. Carlo tiene Thor quasi sempre legato. Questa non è una restrizione, ma una necessità vitale: l’animale non ha la percezione del vuoto e dei pericoli estremi, rischiando di inciampare o di correre dietro ai passanti in zone esposte.
La loro sintonia è totale, tanto che la coppia pratica con successo anche lo sci alpinismo. “Thor quando è in montagna è un altro cane – spiega Carlo – è sempre allegro, ma in quota si trasforma. Si lamenta persino se io e i miei amici di cordata ci fermiamo a riposare”.
Nuovi traguardi e un sogno imprenditoriale
Le venti vette oltre i 4.000 metri permettono a Carlo e Thor di superare i loro stessi maestri: il cane Numb e il padrone Tomas del progetto friulano Walking Wolf. Ma il giovane canavesano non intende fermarsi qui.
Operaio metalmeccanico da sempre, Carlo sogna di fare di questa passione il proprio lavoro. A breve aprirà un e-commerce per animali, www.seizampeinmontagna.com, capitalizzando l’esperienza maturata sul campo.
Il prossimo obiettivo: il Monte Bianco
L’asticella è già spostata verso l’alto. Il prossimo traguardo condiviso è il raggiungimento di 25 vette sopra i 4.000 metri. E per il prossimo anno, le ambizioni guardano al tetto d’Europa: il Monte Bianco.
Vedere un cane a 4000 metri felice tra le nevi perenni è uno spettacolo raro. Le cime raggiunte resteranno probabilmente negli archivi come un record assoluto, ma la vera vetta conquistata da Carlo Costa e Thor è aver dimostrato che l’amicizia autentica può salvare e cambiare radicalmente una vita.

