Ferrovie, ritardi e cancellazioni: «La linea Canavesana? È la peggiore di tutte»
Ambiente, Cronaca bianca, Prima pagina, Trasporti
26 Marzo 2026
Il consigliere regionale Alberto Avetta evidenzia le troppe soppressioni dei treni sulla Sfm1 nel corso del 2025

Ferrovie, ritardi e cancellazioni: «La linea Canavesana? È la peggiore di tutte»

Nei primi due mesi del nuovo anno le corse saltate sulla Rivarolo-Chieri sono già state 190

«Dei 1.142 treni soppressi nel corso del 2025 sulla linea ferroviaria Sfm1 Rivarolo-Torino-Chieri, il 30,9 per cento (353) sono riferibili alla gestione dell’infrastruttura da parte di Rfi (guasti dei passaggi a livello, guasti dei sistemi di segnalamento) e il 17,4 per cento (199) sono riferibili alla gestione del servizio da parte di Trenitalia (guasti ai treni, assenza di personale). I dati illustrati, in risposta alla mia Interrogazione sulle criticità della “Canavesana”, ci confermano un fatto molto chiaro: questa linea è la maglia nera del servizio ferroviario metropolitano e, nel 48,3 per cento dei casi, la causa è imputabile a Rfi e Trenitalia. Questa risposta, tuttavia, non può bastare né ai pendolari, che pagano abbonamenti e biglietti sempre più cari per un servizio inaffidabile, né ai territori attraversati dalla linea, in particolare il Canavese e il Chierese, che vengono penalizzati sia sul versante dello sviluppo economico sia su quello dell’attrattività turistica. Peraltro, nei primi due mesi del 2026 le soppressioni sono già state 190». Lo afferma il consigliere regionale del Pd, Alberto Avetta, commentando la risposta in aula alla sua interrogazione relativa ai dati sulle cancellazioni dei treni della linea Rivarolo-Chieri. «A ciò si aggiunge un altro aspetto preoccupante. L’assessore evidenzia una incidenza molto elevata delle soppressioni parziali, ben 666 su 1.142 nel 2025. Queste sono dovute alla lunghezza della linea e alla presenza di tratte a binario unico, come tra Trofarello e Chieri, per cui quando si presenta una criticità si fa ricorso a “misure di regolazione dell’esercizio”, ovvero alla soppressione parziale per contenere gli effetti negativi sulla circolazione degli altri treni. Bene fa la Regione Piemonte a chiedere al gestore di limitare “il più possibile l’attuazione di queste soppressioni, in particolare per i treni delle ore di punta”, ma temiamo che questa richiesta resti poco più di un auspicio. Insomma, ancora una volta, la Regione Piemonte ammette la propria impotenza nei confronti di Rfi e Trenitalia: si applica qualche penale e si chiede il favore di sforzarsi a limitare i disagi. Quando si parla di trasporto pubblico locale, sul Grattacielo sventola sempre bandiera bianca. Ne riparleremo nelle prossime commissioni consiliari specificamente dedicate alla situazione dei trasporti piemontesi».

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