«Treni vecchi e ritardi cronici», la rabbia dei pendolari
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9 Aprile 2026
«Migliorate le nostre ferrovie»: raccolte 7.200 firme a sostegno del trasporto pubblico locale

«Treni vecchi e ritardi cronici», la rabbia dei pendolari

Le criticità portate dai rappresentanti del Co.M.I.S. (Coordinamento per la Mobilità Integrata e Sostenibile) all'attenzione della Commissione Trasporti in Regione

Un sistema che non regge più il passo e una voce, quella dei pendolari, che ora chiede risposte senza giri di parole. È approdato nelle stanze del Consiglio regionale del Piemonte il grido d’allarme di chi ogni giorno si affida al treno per studio e lavoro: un quadro critico, concreto, fatto di ritardi, cancellazioni e disagi che incidono sulla vita quotidiana.

Al centro dell’audizione in seconda commissione, presieduta da Mauro Fava, la petizione popolare “Migliorate le nostre ferrovie regionali – rispettate il nostro diritto al trasporto”, sostenuta da oltre 7.200 firme raccolte in tutto il Piemonte. A portarla all’attenzione dei consiglieri sono stati Claudio Menegon e Fulvio Bellora, rappresentanti del Co.M.I.S. (Coordinamento per la Mobilità Integrata e Sostenibile), che hanno messo in fila criticità e proposte senza sconti. «Il trasporto ferroviario ha necessità di materiale rotabile moderno, adeguato alle esigenze e correttamente manutenuto – è stato ribadito nel corso dell’audizione – ma serve anche una comunicazione più efficace verso gli utenti». Un punto, quello dell’informazione, che torna con forza: ritardi e cancellazioni, spiegano i pendolari, diventano ancora più pesanti quando mancano indicazioni chiare e tempestive.

Il dossier presentato in commissione Trasporti traccia un quadro dettagliato: treni obsoleti, sovraffollamento nelle ore di punta, tempi di percorrenza dilatati anche per limiti infrastrutturali come le tratte a binario unico. A questo si aggiungono problemi quotidiani, apparentemente minori ma tutt’altro che marginali. «Capita che entrambi i servizi igienici di una carrozza siano fuori uso — è stato sottolineato — con conseguenze dirette sui tempi di viaggio, perché i passeggeri devono scendere in stazione e risalire». E ancora: climatizzazione non funzionante, pulizia carente e stazioni percepite come poco sicure. Tra le richieste principali, il ripristino dell’orario ferroviario precedente al periodo Covid e la riattivazione delle linee sospese, mai più tornate operative. Ma non solo: il coordinamento ha sollecitato un piano pluriennale per il trasporto ferroviario regionale, capace di programmare interventi concreti e verificabili nel tempo, insieme alla messa a norma e al miglioramento delle stazioni. Altro nodo cruciale è la gestione delle emergenze. «Durante gli scioperi – è stato evidenziato – i disagi si protraggono ben oltre le fasce di garanzia, con ripercussioni che si trascinano per ore». Da qui la richiesta di maggiore attenzione e coordinamento, oltre al potenziamento dei sistemi informativi per evitare confusione tra i viaggiatori.

(Il servizio completo sul giornale in edicola giovedì 9 aprile)

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