Mathi: Casa Chantal, la maggioranza contro la raccolta firme di Nuove Idee in Comune: «Escamotage politico»
Redazione
14 Mag 2026
Al centro dello scontro la richiesta di atto inibitorio per l’ex casa di riposo diventa centro per accogliere richiedenti asilo

Mathi: Casa Chantal, la maggioranza contro la raccolta firme di Nuove Idee in Comune: «Escamotage politico»

La Giunta Rocchietti: «L’ex sindaco Fariello doveva e poteva fare di più»

A Mathi non si placa lo scontro politico su Casa Chantal. Da dicembre l’ex casa di riposo è diventata centro per accogliere richiedenti asilo. Contro il cambio di destinazione d’uso dell’immobile di via Martiri della Libertà la minoranza di “Nuove Idee in Comune ha lanciato una raccolta firme per chiedere al Comune l’adozione di un atto inibitorio. Oggi, giovedì 14 maggio, l’opposizione ha allestito un banchetto nella piazza dove si tiene il mercato per raccogliere le firme. Ma secondo la maggioranza l’iniziativa è solo un’escamotage politico.

Pubblichiamo la lettera ricevuta dalla Giunta Rocchietti in merito alla vicenda

“I fatti parlano fin dall’inizio di questa brutta storia.
Ma siamo sicuri che la minoranza “Nuove Idee in Comune” capeggiata da Maurizio Fariello non abbia nulla da perdere da questo suo comportamento alquanto strumentale?
Siamo qui per portare un po’ di chiarezza a chi vorrà analizzare i fatti con senso critico. A quelli di parte ci dispiace per loro, ma come si dice non potremo aggiungere altro, ma dovranno comunque prendere atto del tutto”.

La ricostruzione della vicenda

“Veniamo ai fatti senza tanti fronzoli. Il 30 gennaio 1998 tra l’Ente Parrocchia San Mauro Abate ed il Comune di Mathi si redige una Convenzione edilizia in merito a lavori futuri di ampliamento da effettuarsi sull’immobile Casa Chantal. In quella stessa Convenzione si precisa che “Il piano esecutivo prevede l’utilizzo dell’area secondo la seguente destinazione: area di pertinenza di edifici destinati ad attività terziarie, presidio socio assistenziale ad uso collettivo per persone anziane autosufficienti e non autosufficienti. Le destinazioni d’uso non potranno essere modificate per tutta la durata della presente convenzione (10 anni) e comunque, anche oltre tale termine, solo dietro espresso consenso del Comune. Il 9 gennaio del 2002 al Comune di Mathi viene presentata una richiesta di “Modifica di Convenzione Edilizia” che, ad ogni modo, rispetta la precedente destinazione.
E fin qui diremmo tutto bene… anzi benissimo. Il sostantivo “anziane” specifica gli utilizzatori della struttura. Con il contratto di appalto del giorno 11 marzo 2019, la Parrocchia ha affidato alla Cooperativa l’erogazione e la gestione di tutti i servizi da effettuarsi presso la Casa di riposo Chantal.
Il giorno 28/11/2019 tra il Comune di Mathi e la Parrocchia S. Mauro Abate in riferimento alla richiesta di permesso di costruire presentata l’11/03/2019 per lavori di ampliamento e adeguamento alle normative regionali della Casa di riposo Chantal, viene stipulata una Convenzione Edilizia della durata di anni 20, che così specifica: la Casa di Riposo Chantal dovrà mantenere inalterata la sua destinazione d’uso di presidio socio sanitario e socio assistenziale per l’intera durata della convenzione. Caspita, la specifica “…ad uso collettivo per persone anziane autosufficienti e non autosufficienti” è sparita. Ci si sarebbe dovuto a questo punto chiedere quali conseguenze avrebbe potuto portare tutto ciò.
Da profondo conoscitore della storia del nostro Paese, all’allora Sindaco Maurizio Fariello sarebbe potuto venire qualche dubbio sulla pericolosità di un cambio così radicale di terminologia? Fate Voi!
Ma in primis ci si dovrebbe chiedere come mai con Maurizio Fariello Sindaco, con delibera di Giunta del giorno 21/11/2019 si approva la suddetta Convenzione…

La vendita di Casa Chantal alla cooperativa

“Il tempo passa, i pochi lavori iniziati si fermano, il tempo si dilata, la struttura peggiora e non si adegua ed il numero di utenti, anche a causa di una ispezione ASL, diminuiscono, pertanto la sostenibilità economica dell’attività fa sempre più acqua. Durante una riunione aperta a tutti presso la nostra Chiesa, rappresentanti della Curia di Torino spiegano che una possibile soluzione (ed è stata la sola) alla gravissima situazione, sarebbe stata la cessione dell’attività con fabbricato incluso alla Cooperativa Sociale Sanitalia Service, come detto in precedenza già gestore dell’attività dal giorno 11/03/2019. Ma qualcuno del Comune a quella riunione si presentò? Certo, sempre l’ex Sindaco Maurizio Fariello, il quale solo qualche giorno dopo in un incontro con il Don reggente annuì la totale indisponibilità a sostenere un’eventuale intervento comunale per carenza di risorse finanziarie. Opinione che anche oggi potremmo dire condividiamo.
Non condividiamo il fatto che nei periodi successivi non si sia stati così sensibili dal pensare che, con una eventuale cessione un pezzo di Mathi sarebbe andato perduto per sempre e di conseguenza non si siano valutate eventuali soluzioni alternative, coinvolgendo in modo netto il Paese e gli operatori del settore. Non diciamo che si sarebbe risolto il tutto in quattro e quattr’otto, ma forse, almeno, ci si sarebbe dovuto provare. E invece… nel silenzio di tutti, in data 11 marzo 2021, vi è un primo accordo tra la Parrocchia S. Mauro Abate e la Cooperativa Sociale Sanitalia Service per la futura cessione del tutto. Con atto del giorno 19 luglio 2022, si avvera la cessione del ramo di azienda comprensivo dell’immobile ove si svolge l’attività della Casa di Riposo Chantal, con compensazione totale dei debiti accumulati verso la stessa Cooperativa che dal 2019, come detto, ne aveva preso la gestione. Naturalmente con la cessione la Cooperativa accettava tutte le convenzioni a suo tempo redatte, da quella del 1998 a quella del 2019.

Il ruolo dell’ex sindaco

Nello stesso contratto di cessione inoltre e non meno importante all’art. 8 “Obblighi della parte cessionaria” (la Cooperativa) si precisa: La parte cessionaria si impegna ad erogare il servizio della Casa di Riposo per un periodo di 5 anni dalla data odierna, mantenendo la destinazione socio-assistenziale, restando tuttavia inteso che potrà essere modificata e/o integrata la tipologia di ospiti. (… ai ai ai …). Leggendo bene tra le righe a noi pare evidente un disegno molto chiaro… Mettiamola così, dall’11 marzo 2019 con l’affidamento della gestione da parte della Parrocchia alla stessa Cooperativa, di tempo né è passato, ma nulla è stato mai fatto. Tantomeno dall’ex Sindaco Maurizio Fariello.
Cosa evidenziamo in tutto ciò? Sicuramente una forte corresponsabilità della Curia, insensibile alla storia di Mathi, superficiale a dir poco dei sacrifici dei Mathiesi. Ma non possiamo non tornare sulla figura di un ex Sindaco che doveva e poteva fare di più, senza diventare un salvatore, perché nessuno ha la bacchetta magica. Ad ogni modo, ribadiamo, i fatti dovrebbero portare a questo pensiero in modo molto chiaro e netto”.

Le decisioni della Prefettura

“La storia, dalla cessione in poi la sappiamo tutti ormai…il nostro cammino è chiaro, magari non condivisibile in tutto per carità, ma per lo meno lineare. Alla fine, da qualsiasi parte si guardi questo problema la parola finale spetterà ad un giudice e Prefettura, ci piaccia o no.
L’interlocuzione costante con i nostri avvocati l’hanno sempre confermato. La teoria è una cosa, la pratica è un’altra, soprattutto quando i recinti non sono solo aperti, ma addirittura ormai mancanti, e da tempo.
In ultimo è giusto citare quanto inviatoci dalla Prefettura di Torino in data 4/12/2025 e che trovate sul nostro sito istituzionale in versione completa per chi se lo fosse perso: “non può il Sindaco nella sua qualità di Autorità Locale, intervenire con propri atti per regolamentare il fenomeno migratorio, sebbene nell’ambito del proprio territorio comunale.”

Contro la raccolta firme

“La prospettiva di una raccolta firme sbandierata dalla minoranza di “Nuove Idee in Comune” non sarà mai a favore del ritorno di Casa Chantal come l’abbiamo conosciuta nel passato, perché tale iniziativa dovrebbe essere sostenuta da una specifica valutazione della congruità tecnico-economica e finanziaria, che nelle condizioni attuali risulta difficilmente affrontabile da un qualsiasi operatore di settore, tantomeno da un Comune.
A questo punto la stessa raccolta diventa un’escamotage politico per nascondere una verità scomoda: con il tempo avuto l’ex Sindaco doveva e poteva fare di più. Per noi è innegabile. Con questo manterremo la barra dritta, ma dei limiti ci vengono assolutamente messi e non saranno mai una scusa”.

A
A
A

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


Massimo 1000 numero di caratteri ancora disponibili


ULTIME NOTIZIE