Città e terre alte: al via la quarta edizione del festival “Un grado e mezzo”
Nell'incontro di apertura l'assessore torinese Tresso ha citato l'arretramento del ghiacciaio della Ciamarella, drammaticamente ridotto a causa del riscaldamento globale
Il cambiamento climatico non è un’ipotesi futura, ma una realtà tangibile che bussa alle porte delle nostre città, ridisegnando i confini del nostro quotidiano. Al Museo Nazionale della Montagna di Torino ha preso il via ieri, venerdì 5 giugno, la quarta edizione del Festival “Un grado e mezzo”, un’iniziativa organizzata dall’associazione CentroScienza per raccontare la scienza del clima attraverso la lente delle terre alte, da sempre sentinelle dei mutamenti planetari. L’incontro inaugurale, moderato dalla climatologa e ricercatrice Elisa Palazzi, ha messo al centro del dibattito il rapporto di mutua reciprocità e le interdipendenze tra l’area metropolitana e l’ambiente alpino circostante.
Il tema dell’edizione 2026 è “Se le montagne stanno bene, stiamo bene anche noi”.
Torino città metromontana: oltre il semplice panorama
Per troppo tempo i cittadini hanno considerato le vette alpine come un semplice sfondo decorativo. L’assessore al verde pubblico e ingegnere ambientale di Torino, Francesco Tresso, ha invitato a superare questa visione parziale durante il suo intervento:
«Cosa cambia concretamente nelle scelte di una città quando si smette di considerare la montagna solo come il panorama e la si riconosce come parte integrante del sistema vitale?»
Torino, per dimensioni e prossimità all’arco alpino, vanta una vicinanza geografica e storica unica in Europa, che ha plasmato la sua cultura e i suoi flussi commerciali.
La necessità di una svolta politica e culturale
Secondo i relatori, lo sviluppo delle aree urbane e quello delle vallate sono interconnessi. Oggi la montagna necessita del volano economico e progettuale della città, ma quest’ultima dipende interamente dai servizi ecosistemici d’alta quota, come l’approvvigionamento idrico.
Per gestire questa complessa interazione, Tresso ha lanciato una proposta amministrativa chiara:
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Istituire una delega alla metromontaneità nel consiglio comunale.
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Trasformare le terre alte in laboratori di innovazione culturale e transizione ecologica.
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Investire nella formazione universitaria specialistica per attrarre giovani professionisti e tecnici preparati nelle amministrazioni locali.
L’impatto della crisi climatica e le diseguaglianze sociali
Il riscaldamento globale corre veloce e mostra i suoi effetti sui rilievi prima che altrove. Lo scrittore e alpinista Enrico Camanni ha evidenziato come l’innalzamento delle temperature stia modificando l’esperienza stessa della natura e accorciando la stagione invernale.
L’allarme degli esperti al Festival
Le anomalie termiche registrate negli ultimi anni non colpiscono tutti allo stesso modo. Camanni ha espresso forte preoccupazione per le implicazioni sociali legate alle ondate di calore estive in pianura:
«Questo è un problema sociale enorme che nessuno affronta. D’estate andiamo in montagna se hai la seconda casa o i soldi per l’albergo, altrimenti te ne stai in città».
La crisi climatica rischia così di trasformarsi in un pericoloso amplificatore delle diseguaglianze, dove solo una fascia ristretta della popolazione può permettersi di sfuggire alla cappa di calore urbana. Inoltre, i dati scientifici presentati sull’equivalente idrico della neve (Snow Water Equivalent) confermano che, nonostante singoli inverni ricchi di precipitazioni, lo zero termico costantemente elevato accelera la fusione del manto nevoso, impedendo la corretta ricarica delle falde acquifere profonde.
Le Valli di Lanzo e i corridoi ecologici del territorio
Il dibattito ha interessato anche le specificità locali del territorio torinese, inteso come un ecosistema interconnesso dai suoi corsi d’acqua. Tresso ha ricordato l’importanza della Stura di Lanzo e dei fiumi che nascono dalle vette piemontesi, definendoli come i collegamenti ideali e i corridoi biologici della città. L’assessore ha poi citato l’esperienza diretta vissuta a settembre a Balme, nelle Valli di Lanzo, in occasione della misurazione dei ghiacciai con la Carovana delle Alpi. Tresso ha testimoniato la forte impressione suscitata dal forte arretramento del ghiacciaio della Ciamarella, un tempo accessibile solo con piccozza e ramponi, e oggi drammaticamente ridotto a causa del riscaldamento globale.
I prossimi appuntamenti del festival
Il viaggio di “Un grado e mezzo” è appena iniziato e propone subito nuovi stimoli per il pubblico torinese.
Il programma prevede per la giornata di oggi, sempre alle 18 presso il Museo della Montagna, un incontro con Giorgio Vacchiano, ricercatore in gestione e pianificazione delle risorse forestali, e il giornalista scientifico Marco Ferrari, autore di un recente volume dedicato proprio alle foreste. L’evento sarà preceduto alle 16:30 da una speciale visita narrata all’interno delle sale del museo e sul suo tetto panoramico.
Successivamente, dopo una settimana di laboratori estivi a luglio dedicati a studenti e giovani generazioni, il festival si trasferirà ufficialmente in quota, portando la sua ricca rete di eventi e partner direttamente nel cuore delle montagne piemontesi, tra le località di Oulx e Bardonecchia.

