Sanità Piemonte, l’allarme del M5S: «Rsa impossibili, negata la quota sanitaria a oltre 11mila malati non autosufficienti»
Sanità
13 Luglio 2026
Sanità: il Movimento 5 Stelle attacca la Giunta regionale dopo l'audizione della Fondazione Promozione Sociale

Sanità Piemonte, l’allarme del M5S: «Rsa impossibili, negata la quota sanitaria a oltre 11mila malati non autosufficienti»

Liste d'attesa infinite per le Rsa piemontesi: le tessere sanitarie convenzionate coprono meno della metà dei ricoverati. Famiglie costrette a pagare rette da oltre 3mila euro al mese. Nel Pinerolese oltre cento casi urgenti bloccati

TORINO. Una spesa insostenibile che spesso supera, e no di poco, i 3.000 euro al mese, interamente a carico delle famiglie, per poter garantire le cure necessarie ai propri anziani o parenti non autosufficienti. È la drammatica realtà della povertà sanitaria in Piemonte, tornata al centro del dibattito politico dopo l’audizione della Fondazione Promozione Sociale in IV Commissione regionale. A sollevare il caso, dati alla mano, sono i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle Sarah Disabato, Pasquale Coluccio e Alberto Unia, che denunciano un costante e preoccupante peggioramento delle liste d’attesa.

I numeri emersi sono pesantissimi: oggi in Piemonte la cosiddetta “quota sanitaria” (la parte di retta della Residenza Sanitaria Assistenziale che per legge dovrebbe essere coperta dalle Asl) viene di fatto negata a circa 11.600 persone. Si tratta di un’impennata drammatica, pari al 35% in più in meno di un anno. Meno della metà dei pazienti attualmente ricoverati nelle strutture regionali ha una convenzione attiva.

Il limbo dei malati “differibili”: +75% di attese

A preoccupare maggiormente è la categoria dei malati classificati come “differibili”, ovvero coloro che pur avendo diritto al supporto non vengono considerati in imminente pericolo di vita e restano congelati in graduatoria: sono ben 7.400 le persone in questo limbo, costrette ad aspettare anni prima di accedere al servizio pubblico.

«In Commissione abbiamo chiesto le cause dell’ingente aumento del numero dei casi giudicati “differibili”, cresciuti del 75% in pochi mesi – spiegano i consiglieri regionali del M5S – Un aumento anomalo, forse imputabile alla revisione silenziosa dei criteri di valutazione individuati dalle singole Asl. Su questo tema chiederemo immediate delucidazioni e maggiore trasparenza in Consiglio regionale».

La mappa del disagio: i casi a Torino e nel Pinerolese

Il gruppo pentastellato contesta duramente la linea della Giunta e dell’Assessorato alla Sanità guidato da Federico Riboldi:

«Non possiamo accettare che l’assessore derubrichi tutto questo a “casi isolati”. I numeri forniti dalle stesse Asl sono eloquenti. Nel Pinerolese, ad esempio, risultano 102 casi urgenti, di cui 69 oltre i 90 giorni di attesa, con una richiesta di rifinanziamento rimasta al momento senza risposta. A Torino, invece, l’accesso alle cure viene di fatto condizionato all’Isee e alle condizioni economiche delle famiglie, in aperto contrasto con i Lea (Livelli Essenziali di Assistenza), che dovrebbero essere garantiti a prescindere dal reddito del malato».

Le richieste alla Giunta Cirio

Le opposizioni chiedono alla Regione Piemonte un cambio di passo strutturale e non più interventi contingenti:

  • Risorse strutturali stabili per aumentare il fondo destinato alle quote sanitarie;

  • Un cronoprogramma certo e verificabile per abbattere progressivamente le liste d’attesa;

  • La presa in carico immediata di tutti i casi classificati come urgenti dalle commissioni di valutazione;

  • La pubblicazione trasparente e aggiornata dei dati storici delle liste d’attesa per ogni singola Asl piemontese.

«Ne va della dignità e della sopravvivenza economica di migliaia di famiglie piemontesi – concludono gli esponenti del Movimento 5 Stelle – che non possono essere lasciate sole a gestire il peso drammatico della non autosufficienza».

In attesa di replica. Sulle pesanti critiche sollevate dalle opposizioni e sui dati presentati dalla Fondazione Promozione Sociale, la redazione ha provveduto a contattare l’Assessorato regionale alla Sanità. Restiamo in attesa di ricevere la replica e la posizione ufficiale della Giunta Cirio per documentare le contromisure e i piani di stanziamento previsti dall’esecutivo regionale per far fronte al problema delle liste d’attesa.

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