Truffa da 2 milioni sul “bonus facciate” : coppia di amministratori di condominio finisce in carcere
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21 Agosto 2026
CRONACA E ECONOMIA

Truffa da 2 milioni sul “bonus facciate” : coppia di amministratori di condominio finisce in carcere

Operazione "Lavori assembleari" della Guardia di Finanza. Creavano crediti fittizi con delibere false e fatture per lavori mai eseguiti. Sequestrati beni per 1,5 milioni

Fatture per operazioni inesistenti, delibere condominiali mai approvate o del tutto inventate e un tecnico abilitato compiacente per asseverare interventi edilizi mai eseguiti. Era questo il meccanismo alla base di una complessa frode fiscale sul “bonus facciate” scoperta dai militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Torino, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica capoluogo.

L’indagine, denominata convenzionalmente “Lavori assembleari” e condotta dal 2° Nucleo Operativo Metropolitano di Torino, ha portato all’arresto di due coniugi residenti nell’hinterland torinese (un uomo di 50 anni e una donna di 60), titolari di una società specializzata nell’amministrazione di condomìni.

Il sistema delle fatture e le imprese “scatola vuota”

Attraverso l’analisi di una vasta documentazione fiscale, accertamenti sui flussi finanziari e perquisizioni informatiche e domiciliari, le Fiamme Gialle hanno ricostruito l’operato dei due indagati. Per drenare i contributi statali mediante il meccanismo dello “sconto in fattura”, i coniugi si avvalevano di quattro imprese edilizie, tutte riconducibili a loro.

Le aziende emettevano fatture per lavori di rifacimento delle facciate mai effettuati, generando complessivamente circa 2 milioni di euro di crediti fiscali fittizi. L’impalcatura burocratica si reggeva sulle asseverazioni di un tecnico di fiducia e su verbali d’assemblea condominiale falsificati o, in un caso, concordati con un singolo condòmino.

Autoriciclaggio e sequestri per oltre 1,5 milioni

Una volta generati, i crediti d’imposta venivano utilizzati in due modi: in parte servivano per compensare i debiti tributari di persone fisiche e giuridiche vicine alla coppia, in parte venivano monetizzati con la cessione a terzi. Con i proventi incassati, gli indagati hanno acquistato diversi beni immobili situati tra il Piemonte e la Liguria, formalmente intestati a un familiare ma rimasti nella loro piena disponibilità.

Su richiesta della Procura, il G.I.P. del Tribunale di Torino ha disposto la custodia cautelare in carcere per i due coniugi ed emesso un decreto di sequestro preventivo. I militari hanno così sottoposto a vincolo giudiziario crediti d’imposta, conti correnti, immobili e veicoli per un valore totale superiore a 1,5 milioni di euro.

I soggetti coinvolti dovranno rispondere, a vario titolo, di emissione di fatture per operazioni inesistenti, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, autoriciclaggio, riciclaggio e favoreggiamento personale. Trattandosi di fase di indagini preliminari, vige per tutti gli indagati la presunzione di non colpevolezza.

2 risposte a “Truffa da 2 milioni sul “bonus facciate” : coppia di amministratori di condominio finisce in carcere”

  1. Guglielmo Casciano ha detto:

    Tutti possono rubare se ruba la politica . Questo è il motto degli Italiani.

  2. Guglielmo Casciano ha detto:

    Tutto questo succede in Italia perche si ha la cultura e che rubate, truffare, Corrompere ingannare arricchirsi illecitamente fa parte della vita quotidiana dei Cittadini rubando lo Stato nessumo va in Galera grazie a una classe Politica corrotta, mafiosa. corrotta.

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