Morte di Eva Lazzari, la Procura di Ivrea chiede l’archiviazione
Le indagini durate oltre un anno
La Procura di Ivrea ha chiesto l’archiviazione in merito alla morte di Eva Lazzari. L’11 luglio 2025 la donna di 54 anni era stata ritrovata senza vita in un canale di Nole. La scomparsa aveva destato una serie di interrogativi. Il corpo della donna (madre di due figli e con un impiego in un ipermercato della zona) era rimasto a disposizione di accertamenti da parte della medicina legale forense e solo dopo due settimane dal ritrovamento era stato dato il nulla osta ai funerali.
Le indagini
Le indagini sono state portate avanti dal pubblico ministero Ludovico Bosso della Procura di Ivrea – con i carabinieri di Mathi e il Reparto Operativo di Polizia Giudiziaria del Corpo di Polizia
Locale di Nole. Sotto la lente di ingrandimento erano finite, oltre alle circostanze che l’avrebbero portatata a testimoniare per le lesioni procuratele dall’ex compagno (al momento del rinvenimento del cadavere della donna, detenuto in carcere proprio per quei fatti di violenza, ndr), soprattutto le ultime ore di vita della donna. Ora a oltre un anno da quei tragici fatti sono terminate le indagine che hanno visto lo svolgersi di numerosi accertamenti, anche tecnici. Gli inquirenti hanno approfondito alcune incongruenze rilevate nelle dichiarazioni rese da persone in grado di riferire circostanze utili all’inchiesta: gli approfondimenti hanno implicato l’acquisizione di filmati da numerose telecamere di impianti pubblici e privati di videosorveglianza tra Ciriè e Nole.
La morte non causata da altre persone
Gli approfondimenti, puntualmente riferiti al Pubblico Ministero titolare delle
indagini, hanno portato ad escludere che il decesso sia stato operato da terzi ma che questo
sia dovuto a cause non connesse all’intervento di altre persone.

