Morte di Laura Origliasso, a tre anni dalla tragedia ancora nessuna verità
A tre anni dalla tragica morte di Laura Origliasso, la bimba di San Francesco al Campo uccisa da una Freccia Tricolore precipitata sull’auto dove viaggiava con i genitori e il fratello, non si è ancora arrivati a una chiusura indagini e a un processo per stabilire cause e responsabilità.
I fatti
Il 16 settembre 2023, la pattuglia acrobatica delle Frecce Tricolori è all’aeroporto di Caselle. Il maggiore Oscar Del Dò è ai comandi del “Pony 4”, uno dei cinque velivoli della formazione. Si è appena alzato in volo dalla pista, ma nel giro di pochi istanti l’aereo precipita finendo sulla strada che da Malanghero scende verso San Maurizio. Poco prima dello schianto il pilota riesce a lanciarsi, gettandosi col paracadute fuori dall’abitacolo, ma il velivolo in picchiata colpisce l’auto della famiglia Origliasso. A bordo ci sono Veronica Vernetto, il papà Paolo, il fratello Andrea e Laura di 5 anni. La piccola rimarrà uccisa.
L’inchiesta della Procura di Ivrea
L’inchiesta è affidata alla Procura di Ivrea. In questi anni gli inquirenti hanno esaminato migliaia di documenti e alle indagini ha preso parte anche l’ingegnere Mauro Esposito, “super perito” della Procura nella tragedia di piazza San Carlo durante la proiezione della finale di Champions League Juventus-Real Madrid del 2017.
L’ipotesi bird strike
Seconda la tesi più accreditata a causare la caduta della Freccia Tricolore sarebbe stato un bird strike, il contatto del velivolo con un volatile. Nella consulenza tecnica depositata dalla Procura è ripresa la comunicazione via radio dell’Aermacchi pilotato da Oscar Del Dò. «Io sto andando giù. Ho avuto una piantata. Birdstrike, ho fatto birdstrike». Una fotografia scattata quel giorno a Caselle riprende un gabbiano che vola in asse con la Freccia poi precipitata. L’ipotesi bird strike è avvalorata da un filmato registrato dalla videocamera montata su un velivolo della formazione. «Dalla visione del video rallentato – si legge nel documento – si distingue chiaramente la sagoma di due volatili scuri che attraversano la traiettoria di volo del velivolo di Del Dò». Subito dopo il passaggio degli uccelli si osserva una fiammata che fuoriesce dal cono di scarico dell’aeromobile. Da qui la convinzione dei consulenti che l’avaria sia stata provocata «dall’ingestione di un volatile, o di una sua parte, a seguito di un impatto con la presa d’aria che conduce il flusso motore». Il bird strike avrebbe causato una perdita di pressione e di potenza fino alla caduta del velivolo. Nei mesi scorsi erano emersi alcuni particolari che rivelano come quel giorno di metà settembre nei campi vicino alla pista dell’aeroporto ci fosse un gruppo di volatili.
La richiesta di archiviazione per il pilota
L’inchiesta della Procura di Ivrea, coordinata dal pm Valentina Bossi, ha chiesto l’archiviazione per il maggiore Oscar Del Dò. Era l’unico indagato con l’accusa di “disastro e omicidio colposo”. Secondo la Procura il pilota avrebbe seguito la procedura prevista in caso di incidente, mantenendo il velivolo in asse, fino alla decisione finale di lanciarsi. Il tutto in una manciata di secondi.
Il risarcimento da parte dell’Aeronautica Militare
L’Aeronautica Militare, attraverso il ministero della Difesa, si è detta pronta a risarcire la famiglia coprendo parte dei danni morali patiti dalla famiglia di San Francesco al Campo.

