Il viaggio potente e struggente dei NavenerA a Cirié: quando il rock incontra la graphic novel e l’antispecismo
Un’esperienza sonoro-visiva di alto livello al Circolo Arci "La Soce". Dalle trame oscure del concept album "In Fondo" alle anteprime del nuovo EP: la metafora piratesca della band diventa manifesto di libertà sostenibile, geopolitica ed etica ecologica
CIRIÉ – Ci sono concerti che si limitano a intrattenere e concerti che riescono a tracciare una solco, a spostare lo sguardo, a lasciare una traccia profonda nell’ascoltatore. La serata di sabato 10 ottobre al Circolo Arci “La Soce” di Cirié appartiene di diritto a questa seconda categoria.
Il ritorno sul palco dei NavenerA non è stato soltanto un concerto, ma un’esperienza sonoro-visiva e concettuale di altissimo livello. Un vero e proprio riappropriarsi della scena con una proposta curata nei minimi dettagli, elegante nel suo raffinato minimalismo e devastante per la carica emotiva profusa in ogni singolo brano.
Un’architettura sonora raffinata e potente
Sul palco di via D’Oria la solidissima formazione power-trio – composta da Marco “Ciuski” Barberis (batteria ed elettronica), Erik Noro (chitarre e synth) e Luca Pisu (basso e voce) – ha dimostrato una coesione chirurgica.
L’impatto del rock più scuro e viscerale si è fuso con precisione quasi geometrica alle trame dell’elettronica e alle influenze ambient. Ciò che colpisce del suono dei NavenerA è la totale funzionalità dell’allestimento sonoro rispetto al testo: la sezione ritmica, sorretta da un lavoro di basso e batteria a tratti devastante e persino struggente, non prevarica mai la parola, ma la incornicia, amplificandone la carica drammatica.
Un pedigree nobile: dalle radici del rock torinese ai NavenerA
La caratura e la naturalezza con cui i tre musicisti dominano la scena non nascono per caso, ma affondano le radici in un background artistico tra i più ricchi e prestigiosi del panorama piemontese e nazionale.
Marco “Ciuski” Barberis porta sui piatti e sui fusti un bagaglio storico di primissimo livello, essendo stato colonna portante e batterista di progetti che hanno segnato la storia dell’alternative italiano come Mao Mao (lo storico incontro sonoro tra Madaski degli Africa Unite e Mao), i Fratelli di Soledad e i Perturbazione, manche Ustmamò, La Crus, Sushi e Cristina Donà. Al suo fianco, la solida ed eclettica esperienza al basso e alla voce di Luca Pisu (Oltre ai Fratelli di Soledad, Luca è un turnista richiestissimo e ha suonato in tantissimi progetti dell’area piemontese, tra cui The Intergalacticos, Dirty Set, Fiori e Lo Chiamavano Faber) e la raffinata ricerca sulle sei corde e sui synth curata da Erik Noro (È stato lo storico chitarrista dei Losbastardos, una delle band più rappresentative della Valle d’Aosta a cavallo tra gli anni ’90 e 2000. Dalle ceneri di quel progetto ha poi fondato Il Pasto Nudo (attivi con sonorità post-rock). Ha inoltre lavorato come chitarrista al fianco del cantautore Il Tusco): insomma entrambi con importanti trascorsi nelle formazioni più incisive dell’underground italiano. Un pedigree nobile che dona al progetto NavenerA un’inconfondibile autorevolezza esecutiva e compositiva.
Dal concept “In Fondo” alle anteprime del nuovo EP
Il concerto è stato un lungo viaggio sensoriale che ha fatto da ponte tra il passato recente e il futuro imminente della band. I NavenerA hanno ripercorso dal vivo le tracce di In Fondo, il concept album che ne ha consacrato lo stile introspettivo e potente, regalando al pubblico de La Soce l’anteprima assoluta dei brani che andranno a comporre il loro prossimo EP di imminente pubblicazione.
Un’evoluzione artistica maturata nel silenzio degli ultimi mesi e che dal vivo rivela una maturità espressiva ancora più marcata e urgente.
La graphic novel, l’antispecismo e la libertà sostenibile
Ciò che rende la proposta dei NavenerA un unicum nel panorama alternativo è la profondità dei contenuti. A fare da filo conduttore è la metafora piratesca, declinata sia nella musica sia nella veste fisica del magnifico volume fumetto messo a disposizione del pubblico durante la serata: una graphic novel di pregevole fattura che traduce in immagini il manifesto concettuale del gruppo.
Sfogliando le tavole e ascoltando i testi emerge un’analisi lucida e mai banale del presente:
- Attualità e Geopolitica: Lo sguardo critico sulle dinamiche del potere mondiale e sulle forme – mai veramente superate – delle schiavitù moderne;
- L’Etica Antispecista: Il tema centrale della comunione profonda tra natura, mondo animale e genere umano, indicata come l’unica reale via di salvezza per evitare il corto circuito della nostra specie;
- La Libertà Sostenibile: L’anelito a un’affrancamento individuale e collettivo che sappia però farsi carico del rispetto di ciò che ci circonda.
Ad arricchire la performance ha contribuito la scenografia digitale e il visual art curato da Massimo Blangino e Paolo Campana, la cui proiezione in tempo reale ha trasformato il palco in una vera e propria galleria multimediale in movimento.
I NavenerA sono tornati, e la sensazione è che di questa rotta avessimo tutti un gran bisogno.

