Blitz della Polizia contro l’area antagonista: 16 misure cautelari per gli scontri di Askatasuna a Torino
Operazione coordinata dalla Procura di Torino in diverse città italiane. I fatti risalgono al corteo del 31 gennaio 2026 in corso Regina Margherita. Contestati anche il tentato omicidio per l'incendio di un mezzo con un agente a bordo e l'aggressione a colpi di martello
TORINO – È scattata nella mattinata odierna un’articolata operazione della Polizia di Stato di Torino che ha portato all’esecuzione di un’ordinanza di custodia e misure cautelari nei confronti di 16 militanti dell’area antagonista. I provvedimenti, emessi dal Giudice per le Indagini Preliminari su richiesta della Procura della Repubblica di Torino, sono stati eseguiti con il supporto delle Questure di Asti, Vercelli, Genova, Firenze, Imperia e Reggio Emilia.
Le misure applicate spaziano dalla custodia cautelare in carcere agli arresti domiciliari, fino al divieto di dimora a Torino e all’obbligo di presentazione quotidiana alla Polizia Giudiziaria.
L’assalto di corso Regina Margherita e i 103 agenti feriti
I reati contestati a vario titolo agli indagati vanno dalla resistenza aggravata e lesioni a pubblico ufficiale al danneggiamento, travisamento, porto di oggetti atti all’offesa, fino alla rapina e al tentato omicidio.
Le accuse si riferiscono ai gravissimi disordini scoppiati il 31 gennaio 2026 in occasione della manifestazione nazionale organizzata a seguito dello sgombero del centro sociale Askatasuna. In quell’occasione, oltre mille manifestanti — la gran parte dei quali con il volto completamente coperto e vestiti di nero — avevano deviato dal percorso autorizzato per puntare verso l’immobile al civico 47 di corso Regina Margherita.
Lì si era scatenato un fitto assalto durato oltre due ore contro le forze dell’ordine a protezione dello stabile, bersagliate da un lancio continuo di pietre, bottiglie, bombe carta e oggetti contundenti, accompagnato dalla creazione di barricate date alle fiamme per impedire l’avanzata dei contingenti. Il bilancio finale di quella giornata era stato di ben 103 appartenenti alle forze di polizia feriti, con prognosi sanitarie che in alcuni casi hanno raggiunto i 100 giorni.
Mezzi dati alle fiamme e l’accusa di tentato omicidio
Tra gli episodi più gravi finiti al centro dell’ordinanza cautelare figura l’incendio di un veicolo del Reparto Mobile di Torino, all’interno del quale si trovava intrappolato un agente di Polizia. In un’altra circostanza, un operatore era stato accerchiato, disarmato di casco e scudo e poi aggredito violentemente con calci e colpi di martello. Due degli odierni indagati devono rispondere direttamente di questi drammatici passaggi.
Oltre alle aggressioni al personale in divisa, il passaggio del corteo aveva devastato l’area urbana circostante: numerosi esercizi commerciali, vetrine bancarie, portoni di condomini, auto private, cassonetti e arredi stradali erano stati pesantemente danneggiati.
Si precisa che il procedimento penale si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari e che, per tutti i destinatari delle misure cautelari, vige la presunzione di innocenza fino all’eventuale sentenza di condanna definitiva.

