Emergenza caldo nelle RSA del Ciriacese: dopo il caso di Caselle, ecco come si difendono le altre strutture
Verifiche a tappeto a Cirié, San Maurizio e Borgaro: climatizzatori accesi e monitoraggio costante per oltre 150 ospiti fragili. Gli esperti: «Attenzione alla disidratazione, gli anziani devono bere anche se non hanno sete»
Dopo il caso sollevato dal nostro giornale sulla residenza sanitaria assistenziale “Nuovo Baulino” di Caselle Torinese – rimasta nella morsa dell’afa a causa di un pesante guasto all’impianto di condizionamento – l’attenzione sul benessere degli anziani ospitati nelle strutture del territorio è massima. Con l’ondata di caldo record che continua a imperversare in tutto il Ciriacese, ci si interroga sullo stato di salute e sul funzionamento dei sistemi di climatizzazione nelle altre case di riposo della zona.
Al momento, fortunatamente, la situazione appare sotto controllo e non si registrano criticità analoghe a quella casellese.
Cirié e San Maurizio: impianti ko? «No, tutto perfettamente funzionante»
I riflettori si sono accesi innanzitutto sulle RSA “Il Girasole” di Cirié (che attualmente ospita 40 persone non autosufficienti) e “Casa dei Pini” di San Maurizio Canavese (con 56 ospiti, di cui 45 non autosufficienti). Entrambe le strutture sono gestite dalla Cooperativa Nuova Assistenza, affidataria dei servizi residenziali da parte del consorzio socio-assistenziale CIS.
Dalla direzione della cooperativa arrivano rassicurazioni nette:
«Tutti i sistemi di condizionamento risultano perfettamente funzionanti in entrambe le strutture e sono sottoposti a regolare manutenzione».
Nessuna emergenza caldo rilevata anche a “Casa Mia” di Borgaro Torinese e a “Ville Turina Amione” di San Maurizio Canavese, entrambe strutture facenti parte del gruppo emeis Italia, dotate di moderni ambienti climatizzati.
«Al momento non si registrano particolari criticità – spiegano dal gruppo – Naturalmente, considerato il protrarsi delle alte temperature estive, il quadro può evolvere rapidamente e viene costantemente monitorato dal personale sanitario. Le strutture restano attente e pronte ad adottare tutte le misure necessarie per garantire la sicurezza e il benessere degli ospiti».
Il pericolo silenzioso: come prevenire la disidratazione
Oltre alla temperatura degli ambienti, per gli anziani e i soggetti fragili il vero nemico invisibile di queste settimane è il rischio disidratazione. Con l’avanzare dell’età, infatti, lo stimolo della sete tende a ridursi drasticamente, aumentando il pericolo di colpi di calore e scompensi.
Dal Ministero della Salute e dagli esperti delle strutture arrivano alcune raccomandazioni fondamentali per chi assiste persone anziane a casa o in degenza:
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Bere regolarmente: È necessario sforzarsi di assumere liquidi (acqua, tè leggeri, tisane) anche in assenza dello stimolo della sete.
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Somministrare bevande fresche (ma non gelate) durante tutto l’arco della giornata.
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Monitorare l’alimentazione: Privilegiare cibi freschi, frutta e verdura ricchi di acqua e sali minerali, evitando pasti abbondanti o troppo caldi nelle ore centrali del giorno.

