“Adozione mite, ma non vedo i miei figli da tre anni”: l’accorato appello di un padre di San Maurizio
Il tribunale ha stabilito il diritto agli incontri, ma la richiesta rimane bloccata. «Pronto a vederli anche con le famiglie adottive, voglio solo sapere come stanno»
Non li incontra dal 2023. Tre anni di silenzio, di attese e di solleciti legali rimasti vuoti. È la storia dolorosa di un padre di San Maurizio Canavese che, dopo l’allontanamento dei figli stabilito dal Tribunale per i Minorenni a causa di un clima familiare difficile, si trova oggi nell’impossibilità di esercitare un suo preciso diritto.
I giudici avevano infatti disposto per i bambini una “adozione mite”: una formula giuridica che permette al genitore biologico di mantenere un legame con i figli e di poterli incontrare almeno tre volte all’anno. Una possibilità che, denuncia l’uomo, è rimasta solo sulla carta.
«Bloccato tutto, pronti ad adire la Corte Europea»
«Ho più volte chiesto che venissero rispettati i miei diritti – racconta l’uomo con amarezza – ci sono stati solleciti da parte del mio avvocato, ma è tutto bloccato. Da parte delle famiglie affidatarie non c’è disponibilità, non vogliono che li incontri. Ho persino pensato di ricorrere alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo».
Nonostante le difficoltà, il padre non intende arrendersi e lancia un appello teso alla distensione:
«Sono pronto a vederli anche in presenza delle famiglie adottive. Non chiedo che tornino a casa, ma vorrei poter almeno sapere come stanno. Sono sempre stato una persona tranquilla, chiedo solo che venga fatto rispettare un mio diritto».
Il precedente: assolta la nonna dall’accusa di stalking
La vicenda si inserisce in un contesto complesso che ha già visto strascichi giudiziari. Di recente, il Tribunale del Riesame si è pronunciato sul caso della nonna biologica di uno dei minori, assolvendola dall’accusa di stalking avanzata dai genitori adottivi.
La donna era stata accusata di aver provocato “turbamenti emotivi” nel nipote durante gli incontri, subendo un divieto di avvicinamento. I giudici hanno tuttavia annullato il provvedimento dopo la visione di foto e filmati prodotti dalla difesa, che mostravano una realtà ben diversa. Un tassello che riapre il dibattito sulla reale applicazione e tutela del diritto d’affetto nelle adozioni miti.

