Emergenza furti d’auto nel Torinese: 4mila mezzi spariti in un anno. Ciriacese e Vauda “cimiteri” di veicoli cannibalizzati
La provincia di Torino conquista il maglia nera in Piemonte con 3.596 autovetture sottratte. Nel mirino soprattutto le utilitarie: smontate in pochi minuti per alimentare il mercato nero dei ricambi su commissione
TORINO / CIRIACESE – Un’ecatombe che viaggia alla media di oltre dieci veicoli spariti al giorno. Nell’ultimo anno in provincia di Torino sono state rubate 3.596 auto e più di 420 tra moto e motorini: un bilancio drammatico che supera quota 4.000 mezzi sottratti in soli dodici mesi.
I dati emergono dall’ultima analisi realizzata dal portale Facile.it sulla base delle statistiche ufficiali diffuse dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno.
Il quadro regionale evidenzia un profondo squilibrio: in tutto il Piemonte le vetture rubate sono state 4.289 (con quasi 550 tra moto e scooter). Guardando alla sola graduatoria delle auto, la provincia di Torino domina nettamente la classifica (3.596), staccando a grandissima distanza Alessandria (197), Cuneo (172) e Novara (123).
I dati dei furti d’auto in Piemonte
| Provincia | Auto Rubate (in un anno) |
| Torino | 3.596 |
| Alessandria | 197 |
| Cuneo | 172 |
| Novara | 123 |
Ciriacese e Canavese: il business della cannibalizzazione
Il fenomeno riguarda da vicino e in modo visibile il territorio del Ciriacese e del Basso Canavese, dove le macchine non vengono soltanto rubate, ma utilizzate come “donatrici d’organi” per poi essere abbandonate ridotte a meri scheletri di lamiera.
Le aree isolate del territorio si trasformano così in veri e propri cimiteri d’auto:
- Riserva Naturale della Vauda: tagliata da decine di stradine sterrate e isolate, è tra i luoghi più utilizzati dalle bande criminali per nascondere i veicoli durante le fasi di smontaggio.
- Sponde della Stura di Lanzo: la folta vegetazione boschiva lungo il torrente nasconde periodicamente scocche spogliate di tutto, poi rinvenute da Carabinieri e Polizia Locale.
- Zone periferiche e laghetti: perimetri compresi tra Mappano e il quartiere Falchera di Torino, spesso scelti per liberarsi dei telai ormai inutilizzabili.
Le auto più colpite e il mercato nero dei ricambi
Nel mirino dei malviventi finiscono in prevalenza le utilitarie più diffuse sul mercato – prima tra tutte la Fiat Panda, affiancata da 500 e Punto – poiché la richiesta dei relativi componenti di ricambio sul mercato parallelo è altissima.
I ladri agiscono con rapidità chirurgica: paraurti, gruppi ottici, cofani, centraline elettroniche e airbag vengono asportati nel giro di pochissimi minuti. In diversi casi i veicoli vengono smontati direttamente sul posto lungo la strada; altre volte vengono caricati al volo su furgoni e trasportati in capannoni riservati dove avviene la cannibalizzazione totale.
Le indagini delle forze dell’ordine hanno accertato che una fetta consistente di questi raid avviene su precisa commissione di ricambisti o carrozzieri compiacenti.

