Centri antiviolenza Piemonte: oltre 2 milioni dalla Regione Piemonte
Approvato lo stanziamento di 2,18 milioni di euro per rafforzare la rete di protezione, le strutture di emergenza e i percorsi di autonomia per le vittime
La violenza di genere è una piaga sociale che richiede azioni rapide, strutturate e capillari. Per rispondere a questa urgenza e arrivare prima dell’irreparabile, la Regione ha approvato un nuovo stanziamento di oltre 2,18 milioni di euro (precisamente 2.185.712,77 euro) destinati a rafforzare la rete dei centri antiviolenza in Piemonte, le case rifugio e i percorsi di accoglienza.
Un intervento fondamentale, finanziato tramite il Fondo per le politiche relative ai diritti e alle pari opportunità, che punta a consolidare l’assistenza, la protezione e l’autonomia delle vittime.
Come verranno distribuiti i fondi ai centri antiviolenza in Piemonte
Oggi la rete di supporto regionale si avvale di una struttura solida ma costantemente bisognosa di risorse, composta da 23 Centri antiviolenza e 13 Case rifugio iscritti all’Albo regionale. I fondi appena stanziati saranno così ripartiti per garantire un aiuto mirato:
- 863.466 euro andranno direttamente al sostegno e al potenziamento dei centri antiviolenza in Piemonte.
- 706.491 euro supporteranno le attività delle Case rifugio.
- 307.877,88 euro serviranno per la delicata fase di accoglienza in emergenza.
- 307.877,89 euro saranno investiti per le soluzioni di accoglienza di secondo livello.
L’assessore alla Cultura, Pari opportunità e Politiche giovanili, Marina Chiarelli, ha sottolineato l’importanza di prevenire le tragedie: “Ogni donna uccisa, ogni donna aggredita, ogni richiesta di aiuto ci impone di chiederci che cosa possiamo fare prima, non dopo. Perché il punto è riuscire ad arrivare in tempo: intercettare i segnali, spezzare l’isolamento, offrire protezione e costruire intorno a una donna una rete alla quale possa affidarsi senza sentirsi sola”.
Le regole di assegnazione: un supporto concreto alle strutture
Per garantire equità e operatività, la distribuzione dei fondi seguirà parametri specifici basati sul reale volume di lavoro svolto nel 2025. Per quanto riguarda i centri antiviolenza in Piemonte, il 60% dei fondi sarà assegnato in quote uguali, mentre il restante 40% premierà le strutture in base al numero di donne (di età superiore ai 14 anni) seguite. Un criterio simile verrà applicato alle Case rifugio (con il 60% assegnato proporzionalmente ai posti letto) e alle strutture di emergenza, assicurando che chi ospita più donne riceva le risorse necessarie per operare.
Oltre l’emergenza: il percorso verso l’autonomia e il 1522
I centri antiviolenza in Piemonte non offrono solo un riparo, ma un vero e proprio percorso di rinascita. Come precisa l’assessore Chiarelli: “Questi fondi significano percorsi che consentono alle donne di riconquistare autonomia, anche attraverso il lavoro e la casa”.
Una parte specifica del fondo (oltre 615 mila euro) è dedicata proprio alle diverse fasi dell’accoglienza per donne sole o con figli. Il provvedimento mira inoltre a consolidare la sinergia tra enti pubblici, privato sociale e servizi territoriali, rafforzando il collegamento vitale con il numero nazionale antiviolenza 1522.
Il lavoro istituzionale deve necessariamente infiltrarsi in quello spazio invisibile fatto di controllo e isolamento che precede la violenza fisica, per restituire alle donne il diritto a un futuro libero e sicuro.
In foto: una performance studentesca a San Maurizio Canavese con La Bottega delle Nuove Forme, 2017

