«Odio i disabili»: ustiona il compagno con l’accendino nello spogliatoio e gli altri filmano
pisodio choc a scuola: un minorenne ha aggredito un alunno fragile provocandogli ustioni al braccio. La preside Roberta Martino ha segnalato tutto alle forze dell'ordine: «Nessuno è intervenuto. Rischia l'espulsione»
PINEROLO – Uno sfregio atroce, condito da frasi d’odio e nell’indifferenza di chi guardava senza muovere un dito. È un fatto di eccezionale gravità quello avvenuto negli spogliatoi dell’istituto alberghiero “Arturo Prever” di Pinerolo, dove un ragazzo con disabilità è stato aggredito da un compagno di scuola e ustionato a un braccio con la fiamma di un accendino.
Alla base del gesto, un’affermazione che lascia sbigottiti: «Odio i disabili».
La dinamica e l’omertà del gruppo: «Nessuno è intervenuto»
L’aggressione è avvenuta di giovedì nei locali adibiti a spogliatoio dell’istituto pinerolese, punto di riferimento del territorio per la formazione nei settori dell’enogastronomia, della pasticceria e dell’accoglienza turistica.
Il giovane ferito è stato immediatamente soccorso e trasportato in ospedale per le cure del caso. Ma oltre alle ferite fisiche, ad amplificare la gravità dell’episodio è il contesto di totale assenza di empatia in cui si è consumata la violenza. A confermarlo è la stessa dirigente scolastica del Prever, Roberta Martino, che ha sporto formale denuncia ai Carabinieri.
Mentre il minorenne infieriva sul compagno con la fiammella dell’accendino, negli spogliatoi erano presenti altri studenti: «Nessuno è intervenuto», ha spiegato sconfortata la preside. Non solo: prima ancora dell’aggressione fisica, qualcuno ha perfino girato un video con lo smartphone per riprendere lo studente con disabilità mentre veniva deriso e sbeffeggiato.
Provvedimenti disciplinari: rischia l’espulsione
«Siamo sconcertati, nella nostra scuola non erano mai avvenuti episodi di questa gravità» ha commentato la dirigente Martino. L’istituto ha subito avviato un’indagine interna per fare piena luce sui dettagli dell’accaduto e identificare tutti i presenti.
Per lo studente ritenuto responsabile del gesto, scattato il procedimento disciplinare, si prospettano sanzioni severissime: «Rischia non solo la sospensione, ma anche l’allontanamento definitivo dall’istituto» precisa la dirigente. A questo si aggiungerà l’inevitabile strascico giudiziario, con la denuncia che la famiglia della vittima si appresta a sporgere nei confronti del minorenne.
Il nodo del rientro in classe e la mancanza di pentimento
A preoccupare la dirigenza scolastica è anche l’atteggiamento dell’aggressore, che non avrebbe mostrato alcun segno di pentimento per quanto commesso. La scuola ha subito convocato i genitori del giovane, che tuttavia in un primo momento non si sono presentati presso la struttura.
L’attenzione resta ora altissima in vista del ritorno a scuola dello studente vittima del blitz: «Non vorremmo che, al suo rientro dopo le cure in ospedale, potessero ripetersi episodi o ritorsioni di questo tipo» ha concluso preoccupata la preside. Nel frattempo spetterà ai Carabinieri far luce sia sulle responsabilità penali dell’aggressore sia sul ruolo dei compagni che hanno assistito o girato i filmati senza prestare aiuto.
L’intervento della politica
«La scuola non è un luogo di scontro, ma deve essere un luogo sicuro, di crescita, inclusione e rispetto. Tutti gli episodi di bullismo sono inaccettabili», sottolinea la consigliera metropolitana Caterina Greco, in seguito al grave episodio tra studenti avvenuto nei giorni scorsi all’Istituto “Arturo Prever” di Pinerolo.
La consigliera si è confrontata con la dirigente scolastica Roberta Martino, alla quale ha espresso la solidarietà della Città metropolitana di Torino.
Pochi giorni dopo l’increscioso episodio, si è aggiunto un atto vandalico nella sede centrale di via Merlo, dove sono stati svuotati alcuni estintori nelle aule e nei corridoi. La sede è stata dichiarata temporaneamente inagibile e le attività didattiche di lunedì 5 e martedì 6 ottobre sono state sospese per consentire le verifiche, la pulizia dei locali e le operazioni di ripristino.
«Come istituzioni pubbliche abbiamo la responsabilità di affrontare insieme situazioni difficili e complesse, cercando di capire come interrompere modalità di relazione fondate sulla prevaricazione e facendo tutto il possibile affinché episodi come questo non si ripetano. La Città metropolitana è a disposizione della scuola e dei docenti anche attraverso i propri servizi e l’educativa specialistica”, conclude Greco».

