Quando la polemica calpesta i fatti: il vizio della politica (pretestuosa) a presa rapida
Politica
2 Novembre 2026
EDITORIALE & POLITICA / Ciriè

Quando la polemica calpesta i fatti: il vizio della politica (pretestuosa) a presa rapida

EDITORIALE – Dalle contestazioni sull'ancoraggio del tendone in piazza Vittime dell'IPCA alle accuse di parzialità lanciate contro il nostro giornale: una risposta necessaria per fare chiarezza su ruoli, fatti e tempi dell'informazione

CIRIÈ – C’è (purtroppo) un modo di fare politica che non mira a risolvere i problemi, ma a intestarsene la ricerca permanente, trasformando ogni granello di polvere in un caso nazionale e ogni virgola di un articolo di giornale in un complotto ordito contro la propria luminosa ascesa. È il caso del neo-referente della lista civica “Ciriè. La forza del rinnovamento”, Matteo Emanuele Maino, il quale — nell’ampia missiva con cui replica alle risposte istituzionali sul tendone del circo in piazza Vittime dell’IPCA (se non ne è soddisfatto non è problema nostro, ndr) — trova persino il tempo di impartire lezioni di giornalismo a Il Risveglio. Un esercizio di stile tanto imperioso quanto debole nei contenuti, utile soprattutto a svelare una certa insofferenza verso la realtà quando questa non coincide con i copioni preconfezionati della propaganda pre-elettorale.

Partiamo dai fatti, quelli veri. Il nostro giornale ha dato spazio alle sollecitazioni tecniche poste sulla sicurezza dell’area di sosta e sui picchetti del tendone. Lo ha fatto con il rigore di chi registra le questioni e attende le repliche, offrendo ai cittadini l’intero quadro della discussione, della quale ha considerato soprattutto le lagnanze relative agli spazi tolti al parcheggio. Ma al signor Maino non basta l’esercizio del confronto: pretende il monopolio del timer. Si lamenta perché la notizia dell’apertura della sua sede politica (fissata per il prossimo 7 novembre) non è comparsa nel medesimo lancio d’agenzia sul circo, gridando alla “cassa di risonanza” comunale e all’editto bulgaro.

È una caduta di stile intellettuale piuttosto grossolana. Dimentica comodamente che il giornalismo d’informazione locale non è il bollettino di scuderia di una lista civica e non risponde necessariamente ai calendari delle kermesse private o ai tagli dei nastri elettorali. La cronaca segue i fatti che accadono, non le agende promozionali di chi ha fretta (sbbene legittima) di iniziare la campagna elettorale con un anno e mezzo d’anticipo. Se l’inaugurazione della sede merita spazio, lo troverà nelle pagine e nei tempi corretti del giornale, esattamente come avviene per chiunque altro sul territorio, senza bisogno di lezioni impartite dall’alto di una tastiera.

Ma c’è un aspetto ancora più spiacevole che emerge da questo modo di fare politica: la tendenza costante alla strumentalizzazione purchessia. Lo stesso personaggio che oggi si erge a paladino della tecnica e del dettaglio urbano è lo stesso che in passato ha strizzato l’occhio o cavalcato le narrazioni più allarmistiche e infondate sulla sicurezza in città: dalle leggende metropolitane sulle maxirisse inesistenti con decine di maghrebini e ciriacesi fino all’enfasi esagerata sul degrado urbano per giustificare le passerelle delle ronde.

Chi governa ha il dovere di rispondere nel merito delle questioni amministrative — e le repliche istituzionali arrivate dall’Amministrazione e dagli operatori del circo (che hanno garantito il ripristino totale a proprie spese) ritengo abbiano chiarito i contorni della vicenda — ma chi si candida a guidare una città dovrebbe avere l’onestà intellettuale di smetterla di confondere il giornalismo indipendente con un ufficio stampa a conduzione familiare. A Ciriè i problemi reali esistono, dai cantieri alle manutenzioni, ma per affrontarli servono competenza e rispetto reciproco, non la polemica permanente di chi scambia ogni cronaca per un manifesto elettorale.

Un invito al confronto vero (e senza scorciatoie)

Ciò detto, da parte di questa testata non c’è e non ci sarà mai alcuna preclusione pregiudiziale nei confronti di alcuno. Il Risveglio in questi 105 anni di sua vita è stato, è e continuerà a essere la casa di tutti i cittadini di Ciriè e delle Valli di Lanzo, un luogo aperto al dibattito democratico, alle idee innovative e al lavoro di chiunque intenda spendersi per il bene della comunità. Accogliamo volentieri le segnalazioni, le critiche costruttive e le proposte della lista “Ciriè. La forza del rinnovamento”, così come quelle di qualsiasi altra formazione politica o sociale. A una sola condizione, indispensabile per garantire un’informazione seria e corretta: il rispetto dei ruoli, la correttezza delle relazioni e l’abbandono di narrazioni strumentali o accuse infondate contro chi lavora quotidianamente sul campo per raccontare la notizia con imparzialità. Se il registro della comunicazione cambierà in favore di un confronto leale, basato sui fatti e senza l’uso di scorciatoie propagandistiche, le nostre pagine saranno sempre pronte a dare voce e dignità a ogni contenuto meritevole. Sta al lettore – e ai futuri amministratori – dimostrare di preferire la sostanza del dialogo al rumore della polemica.

Di seguito, la lettera integrale di Maino all’Amministrazione che coinvolge maldestramente il nostro gionale in una polemica senza alcun fondamento: fuori da ogni pretesto o partigianeria, le pulci le facciamo e le abbiamo fatte a tutti, questa Amministrazione compresa. E chi ci legge davvero senza posizioni pregiudiziali, questo lo sa…

«Ho fatto due domande semplici. Mi hanno risposto parlando d’altro. Ai cittadini di Ciriè, alla Sindaca e alla Giunta, agli operatori del Circo Medini e, per
conoscenza, a IL RISVEGLIO.
Care concittadine, cari concittadini, qualche giorno fa sono passato in piazza Vittime dell’IPCA, dove per Halloween è stato montato il tendone di un circo nel parcheggio che tanti di noi usano per andare in ospedale. Ho visto una cosa che non mi è sembrata normale, ho scattato due fotografie e ho
chiesto spiegazioni. Tutto qui. IL RISVEGLIO ha riportato le mie domande e, nello stesso
articolo, la replica dell’Amministrazione. Sui social il dibattito si è acceso, e il personale del
circo si è sentito preso di mira. Rispondo a tutti, una volta sola, mettendoci la faccia e il

nome.
Chi sono, e chi non sono.
Comincio da me, perché la replica che ho ricevuto parla più di me che del problema. Oggi
non sono un candidato ufficiale a nulla: nessuna lista è stata depositata e le candidature,
come è noto, si formalizzano solo a ridosso del voto. Sono il referente di una proposta
civica nata da pochi mesi, che lavora in vista delle elezioni amministrative del 2027, come
peraltro IL RISVEGLIO ha scritto correttamente. Ma il punto è un altro. Anche se fossi già
candidato, anche se fossi un semplice passante senza alcuna ambizione, una domanda
posta pubblicamente meriterebbe una risposta nel merito da un’Amministrazione che guida
la città da dieci anni, non un giudizio su chi la pone.
Mi è stato detto, invece, che servirebbe «una visione d’insieme e non una prospettiva
parziale e limitata». Ho riletto la frase più volte. Confesso che non ho capito quale visione
d’insieme renda superflua una domanda precisa.

Le due domande.
Le riporto con le parole de IL RISVEGLIO, così nessuno potrà dire che le ho cambiate.
Primo: «sono state effettuate verifiche preventive sulla rete dei sottoservizi e delle
tubazioni che passano sotto la sede stradale?» Secondo: «chi si farà carico, con quali tempi
e con quali modalità, della chiusura e del ripristino dei fori lasciati nell’asfalto una volta
smontata la struttura?» Sotto l’asfalto di una piazza ci possono essere tubazioni dell’acqua e del gas, linee elettriche, cavi, condotte delle acque piovane. Una caditoia è lì apposta: sotto c’è un
pozzetto e una condotta. Piantarci accanto un picchetto metallico non è un dettaglio
estetico. È una questione di sicurezza. Ecco che cosa avevo visto.

La risposta che non è arrivata.
La replica dell’Amministrazione è lunga. Parla di Halloween, dei bambini e delle famiglie, del
«dolcetto o scherzetto» nei negozi. Dice che la manifestazione è stata ridotta da dieci a
cinque giorni, che in via Trivero c’è un parcheggio sotterraneo «quasi sempre semivuoto» e
che vicino all’ospedale è stata aperta una nuova area di sosta. Spiega che amministrare
significa trovare un equilibrio tra esigenze diverse.
Su picchetti, tombini, sottoservizi e ripristino dell’asfalto non c’è una sola parola. Nemmeno
una.
C’è soltanto una frase che ci riguarda da vicino: l’iniziativa sarebbe stata accolta «dopo le
valutazioni preventive degli uffici comunali preposti». Bene. Allora le domande diventano
ancora più semplici. Quali valutazioni? Fatte da chi, e quando? Qualcuno degli uffici
preposti ha valutato che un tendone si potesse ancorare piantando picchetti nell’asfalto,
accanto alle caditoie? Qualcuno ha guardato le planimetrie delle reti prima che quei
picchetti entrassero nel terreno? Se le valutazioni ci sono state, si mostrino. Se non
riguardavano l’ancoraggio, lo si dica.
Non ho mai contestato Halloween, né le iniziative per i bambini e per i ragazzi: ben
vengano. E non mi sono mai lamentato di qualche giorno senza parcheggio, che peraltro,
tra montaggio, spettacoli e smontaggio, sono più dei cinque indicati. Ho chiesto come è
stato fissato un tendone in una piazza pubblica e chi rimetterà a posto quella piazza.
Rispondere a un’altra domanda è il modo più antico per non rispondere.
Non tocca a me fare il lavoro degli uffici.
Qualcuno, a questo punto, si aspetterà che sia io a dimostrare che è stato sbagliato
qualcosa, a citare leggi e decreti, a spiegare all’Amministrazione come si autorizza e si
controlla l’installazione di un circo. Non lo farò. Non è il mio compito.
Io sono un cittadino che passa, vede, fotografa e chiede. Il Comune ha uffici, tecnici,
funzionari, un Segretario generale, e una Giunta che guida questa città da dieci anni. Le

regole per gli spettacoli viaggianti esistono, e sono loro a doverle conoscere e applicare:
dalle aree che ogni Comune deve individuare ogni anno, alle verifiche sul corretto
montaggio, fino alle prescrizioni per il ripristino del suolo pubblico. Chi ha concesso
quell’area sa benissimo quali documenti dovrebbero esistere. Non deve spiegarlo a me.
Deve semplicemente mostrarli ai cittadini.

E anche se tutte le carte fossero in perfetto ordine, resterebbe la domanda che chiunque si
fa guardando quelle fotografie: vi sembra normale?
Agli operatori del circo.
A voi devo una parola chiara. Non ho mai messo in dubbio il vostro lavoro, e nel mio
comunicato l’ho scritto nero su bianco: il mio apprezzamento va a chi monta e smonta
strutture complesse con fatica e competenza. Avete dichiarato che l’ancoraggio è stato
eseguito secondo le vostre regole e che ripristinerete e pulirete l’area interamente a vostro
carico, senza costi per i cittadini. Vi ringrazio. Le mie domande non sono mai state rivolte a
voi, ma a chi vi ha assegnato quella piazza senza che risultino predisposti punti di
ancoraggio dedicati e senza darvi, a quanto risulta, indicazioni diverse. Se qualcosa non
andava, non spettava a voi accorgervene da soli.
Alla Sindaca e alla Giunta.
La vostra replica si chiude così:
«Mi auguro che chi si candida a Sindaco abbia molto chiaro che governare una città come
Cirié e contemperare le diverse esigenze è molto più complesso che attaccare, senza
conoscere a fondo le situazioni, da dietro una tastiera.»
Non mi interessa una «visione d’insieme» che serve a non vedere un picchetto accanto a un
tombino. E trovo inaccettabile l’idea che un cittadino debba «conoscere a fondo le
situazioni» prima di avere il diritto di chiedere. Non ho uffici, tecnici o collaboratori che
lavorano per me da dieci anni. Conoscere a fondo le situazioni è esattamente il compito di
chi amministra. Il compito di un cittadino è chiedere conto, quello di chi governa è
rispondere.

Quanto alla tastiera, non mi nascondo dietro nulla. Sabato 7 novembre, alle ore 16,
inauguriamo la sede della nostra lista in via Vittorio Emanuele 22, nei locali dell’ex Moana.
La Sindaca, gli Assessori e chiunque voglia confrontarsi sono invitati. Ripeterò davanti a
tutti, guardando le persone negli occhi, ogni parola che ho scritto.
A IL RISVEGLIO.

Ringrazio IL RISVEGLIO per aver dato spazio, per la prima volta, a un nostro comunicato.
Ma chi legge ha il diritto di sapere come è stato fatto. Il nostro testo annunciava anche
l’apertura della sede e invitava la cittadinanza: quella parte non è stata pubblicata. L’articolo
è uscito come «notizia in aggiornamento», con la precisazione che si attendevano le
repliche dell’Amministrazione, «che riteniamo non tarderanno ad arrivare». Le repliche
sono arrivate, sono state pubblicate per intero, e nessuno ha chiesto all’Amministrazione di
rispondere alle due domande che il giornale stesso aveva riportato poche righe sopra.

Sono scelte editoriali, e come tali legittime. Ma sono scelte, e vanno chiamate con il loro
nome. Mi dispiace constatare che una testata con una storia lunga e importante appaia, a
mio giudizio, sempre più come la cassa di risonanza di chi governa e sempre meno come il
luogo in cui chi governa viene chiamato a rispondere. Nel 2026, in una città che si avvia alle
elezioni, decidere che cosa pubblicare di un comunicato, e a chi lasciare l’ultima parola, non
è un dettaglio.
A tutti voi.

Non chiedo di essere d’accordo con me. Chiedo una cosa sola: che a due domande semplici
arrivino due risposte semplici. Noi andiamo avanti per la nostra strada, senza gridare, con
le idee di chi vuole risolvere i problemi. Vi aspetto il 7 novembre.
Un abbraccio a tutti: ai cittadini, alla Giunta, ai giornali, compresi quelli che scelgono che cosa
pubblicare, e agli operatori del circo, che in questa vicenda sono gli unici a non avere colpe e che si
sono impegnati a ripristinare la piazza a proprie spese, in assenza di indicazioni diverse da parte
di chi avrebbe dovuto darle».

Matteo E. Maino.
Referente della lista “Ciriè. La forza del rinnovamento”.
.

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