L’Ecolinea torna a trattare i rifiuti pericolosi: la proprietà è intenzionata a rilanciare il sito
Economia e Lavoro
13 Gennaio 2012

L’Ecolinea torna a trattare i rifiuti pericolosi: la proprietà è intenzionata a rilanciare il sito

L’Ecolinea tornerà a trattare i rifiuti pericolosi. Lo farà attraverso la società che ne ha acquisito la proprietà: la Sereco Piemonte, con sede legale a Reggio Emilia. Salita alla ribalta della cronaca, nel 1987, con il caso Zanoobia, la nave che girò mezzo mondo carica di rifiuti tossici, l’Ecolinea fu spostata, grazie all’impegno dei residenti del Borgonuovo, da via Torino 109 alla regione Lonna, al confine tra i Comuni di Leinì, Volpiano e Settimo, lungo la Cebrosa, nelle immediate adiacenze del cavalcavia della Torino-Aosta.
Nel 1992 iniziò il progetto di ricollocazione che prevedeva due fasi di realizzazione: la prima con il trasferimento delle strutture necessarie alle attività di stoccaggio dei rifiuti; la seconda con la realizzazione di un centro di trattamento per rifiuti pericolosi e non pericolosi. Il progetto, nel suo complesso, aveva ottenuto, da parte del ministero dell’Ambiente pronuncia di giudizio positivo relativamente alla compatibilità ambientale. Diversamente da quanto previsto, sono state realizzate in maniera completa le sole strutture ricomprese nel “primo stralcio”, e attualmente presso il sito risultano in esercizio esclusivamente le attività di stoccaggio rifiuti.
Relativamente al “secondo stralcio”, sono state realizzate solo parte delle opere edili ad esso connesse. La superficie complessiva del lotto di proprietà è pari a circa 181mila metri quadrati di cui solo circa 71mila di area recintata desinata all’impianto. Oggi la società emiliana intende portare a termine anche la seconda parte del progetto per cui l’Ecolinea ottenne l’autorizzazione dal Ministero. La Sereco Piemonte Spa, proprietaria del 100% di Ecolinea Spa, ha infatti avviato tutte le procedure di richiesta di realizzazione di nuovi edifici e impianti per l’avvio dell’attività di trattamento dei rifiuti pericolosi. Allo stato attuale, infatti, l’impianto svolge dal 2002 le attività di deposito preliminare, messa in riserva, ricondizionamento e raggruppamento preliminare di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi. Le intenzioni della Sereco sono quelle di avviare, oltre allo stoccaggio di rifiuti pericolosi, il trattamento di alcuni rifiuti già all’interno dell’impianto e, in particolare degli oli usati, con capacità di oltre 10 tonnellate al giorno, e l’eliminazione di rifiuti non pericolosi con capacità superiore a 50 tonnellate al giorno. La realizzazione della piattaforma di trattamento non comporterà l’esecuzione di significativi interventi di trasformazione all’interno del sito.
Ai fini dell’esercizio della piattaforma in progetto gli interventi edili saranno limitati al completamento dei capannoni esistenti, all’interno dei quali saranno installati l’impianto di trattamento solidi e quello per i liquidi, e la realizzazione della palazzina che sarà adibita ad uso uffici e laboratorio di analisi.
Nello specifico il progetto prevede la realizzazione di un impianto di trattamento di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi, per un quantitativo massimo pari a 7mila tonnellate l’anno. È prevista, per la mitigazione paesaggistica, la realizzazione di quinte arboree di nuovo impianto da realizzare nell’ambito della proprietà. A tutela dell’ambiente, la Sereco si propone di attuare controlli sui rifiuti in ingresso e in uscita, sulle emissioni in atmosfera, sulla falda superficiale e le verifiche dell’integrità dei serbatoi e dei bacini di contenimento. Il progetto ha già ottenuto il benestare preliminare della Provincia che vede l’intervento: «quale variante ad un progetto già approvato e rappresenta il razionale completamento delle strutture esistenti non comportando l’esecuzione di significativi interventi di trasformazione all’interno del sito prescelto. La localizzazione in un’area industriale già dedicata a tale attività e la consistente distanza dalle abitazioni fanno del sito proposto una localizzazione particolarmente idonea ad ospitare l’attività in questione».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


Massimo 1000 numero di caratteri ancora disponibili


Scarica l'App de Il Risveglio
ULTIME NOTIZIE
Torino, caos rifiuti: a Porta Palazzo differenziata al palo e le ecoisole in città sono un flop. L’allarme di Legambiente
Un atto d'accusa durissimo quello lanciato dall'associazione ambientalista
Nel mirino non c'è solo il mercato all'aperto più grande d'Europa, ma l'intero modello di raccolta scelto dal Comune di Torino e da Amiat
5 Giugno 2026
TORINO. Porta Palazzo come una "discarica a cielo aperto" per ore e, nel resto della città, un sistema di ecoisole informatizzate che fa acqua da tutt...
Sanità in Piemonte, scoppia il caso pannoloni: consegne bloccate in diverse Asl e proteste delle famiglie
Il nodo della questione non risiederebbe nell'acquisto dei dispositivi, ma nella logistica e nella consegna a domicilio da parte della ditta che si è aggiudicata l'appalto regionale
Le conseguenze pratiche ricadono interamente sulle famiglie e sulle strutture assistenziali
di Redazione 
5 Giugno 2026
Nuovi pesanti disagi per le fasce più fragili della popolazione piemontese, in particolare per gli anziani non autosufficienti e le loro famiglie. Sec...
Cirié, addio veleni in strada Crotti: ormai conclusa la bonifica dello storico “sito orfano”
La vicenda affonda le sue radici a più di 20 anni fa. Nel 2005 l'inchiesta giornalistica del Risveglio riaccese i riflettori sul caso portando al blitz dei Forestali e della Guardia di Finanza
È finito un incubo ecologico durato 25 anni. Il sito alle spalle del cimitero, contaminato da idrocarburi e metalli pesanti, è stato finalmente risanato e messo in sicurezza
di Redazione 
5 Giugno 2026
Una svolta storica che cancella definitivamente una delle ferite ecologiche più dolorose e longeve del territorio ciriacese. Come testimonia l'immagin...
Blitz alla frontiera di Bardonecchia: 10 arresti della Polizia di Stato in pochi giorni
Il primo a cadere nella rete dei controlli è stato un cittadino del Bangladesh proveniente dalla Francia. L'uomo ha esibito un passaporto egiziano falso
Sotto la lente d'ingrandimento dei poliziotti sono finiti i passeggeri dei bus internazionali e delle auto private in transito.
di Redazione 
5 Giugno 2026
Controlli a tappeto e tolleranza zero al confine italofrancese. Gli agenti della I Zona Polizia di Frontiera di Bardonecchia hanno arrestato 10 person...