Ciriè, picchia la figlia che la ospita ai domiciliari dopo l’accoltellamento al marito: arrestata di nuovo
Non è durata nemmeno un mese la permanenza ai domiciliari per la 69enne di Ciriè che lo scorso 4 luglio aveva accoltellato il marito. Nel pomeriggio di sabato 25 luglio, la donna è stata nuovamente arrestata per aver aggredito a calci e pugni la figlia, che l’aveva accolta nella propria abitazione di Nichelino per evitarle il carcere.
Oggi, lunedì 27 luglio, durante l’udienza di convalida al Tribunale di Torino, l’anziana ha accusato un malore ed è stata portata in ospedale.
L’aggressione alla figlia e la fuga dal Pronto Soccorso
La convivenza tra le due donne, resa complessa anche dalle fragilità psicofisiche della 69enne, si era fatta via via più tesa negli ultimi giorni. Intorno alle 16:00 di sabato la situazione è definitivamente degenerata: senza un apparente motivo, l’anziana si è scagliata contro la figlia colpendola con calci e pugni.
A nulla sono serviti i tentativi della vittima di farla ragionare. Dopo l’intervento dei soccorsi e del 112, entrambe sono state accompagnate all’ospedale di Moncalieri. Qui la 69enne ha tentato la fuga divincolandosi dal Pronto Soccorso, ma è stata prontamente bloccata dai Carabinieri e arrestata per lesioni. La figlia ha successivamente formalizzato la denuncia.
Il malore in Tribunale e la perizia psichiatrica
Rimasta per due giorni nelle camere di sicurezza della caserma, la donna è apparsa visibilmente scossa davanti alla giudice Giulia Maccari. Poco prima dell’udienza si è accasciata a terra in aula a causa di un malore.
Assistita dall’avvocato Stefano Tizzani, la 69enne si è avvalsa della facoltà di non rispondere. Il giudice ha convalidato l’arresto: per la donna si apriranno le porte del carcere, dato che la figlia non è più disposta ad ospitarla e non ci sono alternative per la custodia domestica. Su richiesta della difesa, verrà inoltre disposta una perizia psichiatrica per valutare la sua capacità di stare in giudizio.
Il precedente a Ciriè: il fendente al marito
L’episodio arriva a sole tre settimane dal primo grave fatto di cronaca. Lo scorso 4 luglio, a Ciriè, nella loro abitazione di corso Nazioni Unite, la donna aveva colpito il marito con un coltello al culmine di un litigio.
Sebbene l’uomo fosse rimasto ferito solo di striscio, la Procura di Ivrea ha aperto un fascicolo per tentato omicidio. In sede di primo interrogatorio, difesa dall’avvocata Elisa Solive, la donna aveva giustificato il gesto raccontando di aver subito presunte vessazioni nel corso di un matrimonio durato quasi quarant’anni.

