Emergenza furti d’auto nel Torinese: 4mila mezzi spariti in un anno. Ciriacese e Vauda “cimiteri” di veicoli cannibalizzati
Cronaca
11 Settembre 2026
L'analisi di Facile.it sui dati del Ministero dell'Interno accende i riflettori sul fenomeno

Emergenza furti d’auto nel Torinese: 4mila mezzi spariti in un anno. Ciriacese e Vauda “cimiteri” di veicoli cannibalizzati

La provincia di Torino conquista il maglia nera in Piemonte con 3.596 autovetture sottratte. Nel mirino soprattutto le utilitarie: smontate in pochi minuti per alimentare il mercato nero dei ricambi su commissione

TORINO / CIRIACESE – Un’ecatombe che viaggia alla media di oltre dieci veicoli spariti al giorno. Nell’ultimo anno in provincia di Torino sono state rubate 3.596 auto e più di 420 tra moto e motorini: un bilancio drammatico che supera quota 4.000 mezzi sottratti in soli dodici mesi.

I dati emergono dall’ultima analisi realizzata dal portale Facile.it sulla base delle statistiche ufficiali diffuse dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno.

Il quadro regionale evidenzia un profondo squilibrio: in tutto il Piemonte le vetture rubate sono state 4.289 (con quasi 550 tra moto e scooter). Guardando alla sola graduatoria delle auto, la provincia di Torino domina nettamente la classifica (3.596), staccando a grandissima distanza Alessandria (197), Cuneo (172) e Novara (123).

I dati dei furti d’auto in Piemonte

ProvinciaAuto Rubate (in un anno)
Torino3.596
Alessandria197
Cuneo172
Novara123

Ciriacese e Canavese: il business della cannibalizzazione

Il fenomeno riguarda da vicino e in modo visibile il territorio del Ciriacese e del Basso Canavese, dove le macchine non vengono soltanto rubate, ma utilizzate come “donatrici d’organi” per poi essere abbandonate ridotte a meri scheletri di lamiera.

Le aree isolate del territorio si trasformano così in veri e propri cimiteri d’auto:

  • Riserva Naturale della Vauda: tagliata da decine di stradine sterrate e isolate, è tra i luoghi più utilizzati dalle bande criminali per nascondere i veicoli durante le fasi di smontaggio.
  • Sponde della Stura di Lanzo: la folta vegetazione boschiva lungo il torrente nasconde periodicamente scocche spogliate di tutto, poi rinvenute da Carabinieri e Polizia Locale.
  • Zone periferiche e laghetti: perimetri compresi tra Mappano e il quartiere Falchera di Torino, spesso scelti per liberarsi dei telai ormai inutilizzabili.

Le auto più colpite e il mercato nero dei ricambi

Nel mirino dei malviventi finiscono in prevalenza le utilitarie più diffuse sul mercato – prima tra tutte la Fiat Panda, affiancata da 500 e Punto – poiché la richiesta dei relativi componenti di ricambio sul mercato parallelo è altissima.

I ladri agiscono con rapidità chirurgica: paraurti, gruppi ottici, cofani, centraline elettroniche e airbag vengono asportati nel giro di pochissimi minuti. In diversi casi i veicoli vengono smontati direttamente sul posto lungo la strada; altre volte vengono caricati al volo su furgoni e trasportati in capannoni riservati dove avviene la cannibalizzazione totale.

Le indagini delle forze dell’ordine hanno accertato che una fetta consistente di questi raid avviene su precisa commissione di ricambisti o carrozzieri compiacenti.

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