Industria Costruzioni: il lavoro c’è, il denaro no – I 180 addetti attendono gli stipendi arretrati
Economia e Lavoro
26 Gennaio 2012

Industria Costruzioni: il lavoro c’è, il denaro no – I 180 addetti attendono gli stipendi arretrati

Occhi puntati ancora su Volpiano. In particolar modo sulla Industria Costruzioni. Anche se, questa volta, a differenza di altre vicende nelle quali il lieto fine era una pura chimera, la situazione sembra essere meno critica.
«In buona sostanza si tratta di una crisi di liquidità, non certo di lavoro – spiega Rocco Carella, della Fismic – Addirittura questo gruppo, che impiega circa 180 addetti in diversi settori, vanta commesse, e lavoro, per i prossimi tre anni. Non dimentichiamo che si tratta di una grande azienda, che lavora non solo con enti pubblici, ma anche con società del calibro di Smat, Enel e Italgas».
La crisi di liquidità si è tradotta in un ritardo nei pagamenti dei lavoratori, generando qualche comprensibile preoccupazione. «Gli spazi perché questa situazione possa rientrare, comunque, ci sono tutti – prosegue – Abbiamo già avuto degli incontri, dai quali dovrebbero essere emerse delle soluzioni per corrispondere ai lavoratori almeno una parte degli arretrati. Siamo fiduciosi che, nel corso dei prossimi tavoli, in programma tra la fine di questa settimana e l’inizio della prossima, si possano fare ulteriori passi in avanti».
Il lavoro che si sta facendo è duplice: da un lato garantire i lavoratori e cercare di fare in modo che possano ricevere quanto dovuto. «Dall’altro, però, è necessario garantire anche il lavoro – dice ancora Carella – Questa società, infatti, si occupa di lavori stradali, di movimento terra, di edilizia. Si tratta di lavorazioni che non possono essere interrotte, per ovvi motivi. Il nostro obiettivo, quindi, è quello di fare in modo che gli appalti già vinti possano essere portati a compimento regolarmente. Appalti che anche in questo momento sono in corso non solo in questa zona ma, più in generale, in diverse zone d’Italia».
Ma da cosa può essere provocata questa situazione? «Piacerebbe saperlo anche a noi – conclude Carella – Le motivazioni di questa situazione ci sono sconosciute. Al momento, però, la cosa che più ci interessa è risolvere questa situazione: per questo abbiamo contattato l’assessorato al Lavoro di Regione e Provincia, e abbiamo anche coinvolto il Comune di Volpiano».
Comune che, com’è logico intuire, segue molto da vicino le sorti di questa società, nell’interesse dell’intera comunità. «Del resto si tratta di un fiore all’occhiello nel suo genere, una ditta dall’altissima professionalità che, non a caso, lavora con i nomi più famosi del panorama economico italiano. È ovvio, pertanto, che faremo di tutto per salvare questa particolare situazione», spiega il vicesindaco Giuseppe Medaglia, che con il primo cittadino, Emanuele De Zuanne, ha seguito questa vicenda sin dai suoi primi passi.
Una società, la “Industria Costruzioni”, composta da realtà diverse e specializzate: «Sono quattro le società che operano per questa holding – aggiunge Medaglia – Le più note sono forse la World Plus e la Green Valley, anche se tutte a modo loro sono rinomate nei loro ambiti di competenza. È davvero un peccato che un’eccellenza di questo tipo debba vivere una situazione del genere. Come Amministrazione non solo seguiamo con attenzione l’evolversi della vicenda, ma siamo pronti a fare tutti i passi che ci sarà possibile fare».
A partire dal sollecitare Provincia e Regione: «Il nostro primo pensiero va ai lavoratori – dice ancora Medaglia – Va alle 180 famiglie che vivono grazie a questa società. Per questo invitiamo gli enti superiori a sollecitare aziende del calibro di Smat o Enel affinché possano pagare quanto dovuto a questa società per i lavori eseguiti. In questo modo sarebbe possibile versare almeno una parte delle mensilità arretrate ai lavoratori, portando loro una boccata d’ossigeno, dal momento che, complice anche la situazione più generale, non vivono certo un momento facile. Confidiamo, comunque, nel fatto che i prossimi incontri tra le parti possano portare qualche buona notizia».

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