«Noi potiamo gli alberi, loro ci tagliano le gambe»
Economia e Lavoro
17 Febbraio 2012

«Noi potiamo gli alberi, loro ci tagliano le gambe»

Noi potiamo gli alberi, loro ci tagliano le gambe». Con questo slogan circa 200 operai forestali, nella mattinata di martedì 31 gennaio, hanno protestato davanti al consiglio regionale, per dire no al rischio di licenziamento di 272 addetti a tempo determinato. Uomini e donne che, stagionalmente, vengono impiegati nella pulizia di sentieri e alvei dei fiumi, con lavori di potatura e abbattimento di alberi e arbusti.
«Senza l’apporto dei nostri colleghi non riusciremo più a garantire le opere di messa in sicurezza e mantenimento che ci richiedono le amministrazioni, soprattutto in montagna», avverte Massimo Chiò, uno dei forestali assunti dalla Regione (in tutto sono 280), direttore delle squadre in Val Chiusella. «Vero, se da noi tagliano i precari resteremmo solo più in 5 – calcola Claudio Bertoldo, uno di quelli che hanno un contratto a tempo indeterminato – per questo siamo qui a protestare a fianco dei nostri colleghi». Anche per Marco Vighetti, prima alla reggia oggi impiegato nelle Valli di Lanzo: «Dobbiamo continuare a svolgere il nostro lavoro di manutenzione perché è una risorsa preziosa che serve a salvaguardare il territorio dal dissesto idrogeologico, per esempio». Una delegazione si è poi incontrata con il presidente del Consiglio regionale Valerio Cattaneo e con l’assessore all’Agricoltura della Regione Claudio Sacchetto che, qualche giorno fa, aveva annunciato probabili tagli per la mancanza di trasferimenti di quasi 8 milioni e mezzo di euro dallo Stato.
«Cercheremo di trovare una soluzione – hanno promesso i politici – affronteremo il problema in giunta e in Consiglio al più presto e lavoreremo per cercare di ottenere dei finanziamenti europei. Il taglio attuato si è reso necessario per i mancati trasferimenti da parte dello Stato e per il forte indebitamento che la Regione soffre». «La mancata contrattualizzazione dei 270 precari rappresenta un dramma – avverte Walter Ranieri, della Cgil – ma ora attendiamo notizie positive dalla Regione, visto che ci hanno dato la loro parola». «In Piemonte ci sono 900mila ettari di foreste, per il 90 per cento in aree montane – sottolinea Lido Riba, il presidente di Uncem Piemonte – È necessario un lavoro continuo di mantenimento, di difesa e protezione. La filiera del legno è il grande motore della nuova economia montagna. Gli operai forestali possono giocare un ruolo importantissimo in questa fase». «Ma se non ci sono risorse neanche per gli altri operai a tempo indeterminato – avverte Wilmer Ronzani, consigliere regionale del Pd – Per il settore Sacchetto ha in mente un bagno di sangue. Noi abbiamo già preparato l’emendamento che ricostituisce le risorse».
«È vergognoso, prima promuovono la filiera del legno e poi tagliano i fondi», sbotta Francesco Airola, l’assessore all’agricoltura della Comunità Montana Valli di Lanzo, Ceronda e Casternone, riferendosi alla manovra regionale che azzera gli otto milioni di euro destinati al consueto rinnovo del contratto degli operatori forestali stagionali. «Cifra che era stata stanziata dopo la verifica delle realtà locali, su un programma sentieristico e forestale approvato nel 2010». Airola è preoccupato sia per la sorte dei lavoratori: «Nel nostro territorio sono sei o sette», sia per le conseguenze produttive, paesaggistiche e ambientali che l’interruzione del lavoro comporta: «L’attività forestale ha un peso rilevante nell’economia delle nostre valli, non è solo legata alla filiera della lavorazione del legno, i lavori eseguiti nei boschi e sui sentieri hanno dato linfa al turismo locale. L’interruzione vanifica anche l’intervento dei volontari del Cai, il Club alpino italiano, che è stato di supporto alla Regione e alla Provincia per l’indicazione delle difficoltà e dei tratti appetibili di progettazione dei sentieri». E allora che dire dei 9.600 forestali che in Calabria sono tutti assunti a tempo indeterminato. O dei quasi 30mila forestali che in Sicilia si occupano della manutenzione dei boschi e dello spegnimento degli incendi. Assunti per un periodo ben preciso: 78, 101, 151 giorni l’anno.

Gianni Giacomino e Luciana Massa

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