Firme false alle elezioni comunali. L’ex consigliere Digo finisce nei guai
Politica
28 Febbraio 2012

Firme false alle elezioni comunali. L’ex consigliere Digo finisce nei guai

Giallo sulle elezioni amministrative del 2009. A due anni dalla prossima tornata elettorale, prevista nella primavera del 2014, la città delle rape è scosso dalla notizia proveniente dal palazzo di giustizia “Bruno Caccia” di Torino, dove la settimana scorsa si è aperto il processo sulle diciassette firme false raccolte da Forza Nuova durante l’appuntamento elettorale di tre anni fa, quando la lista che appoggiava il candidato sindaco Mario Carfora prese appena 189 voti (3,5%) a fronte dei 1.342 voti (25,9%) di Ezio Cochis (Centro Destra) e i 3.653 voti (70,6%) del vittorioso sindaco Carlo Vietti (Insieme per Druento).
Attore principale del processo, finito nel registro degli indagati del pubblico ministero Giuseppe Ferrando, è Francesco Digo, ex consigliere comunale di minoranza durante il primo mandato del sindaco Carlo Vietti, tra il 2004 e il 2009. Secondo il pm, infatti, diciassette firme sono risultate false e Digo, in qualità di certificatore della lista, avrebbe dovuto prestare massima attenzione su questo punto di vista. Nel corso della prima udienza, sono stati ascoltati alcuni dei firmatari, i quali hanno raccontato i fatti davanti al giudice. Franco Digo (difeso dall’avvocato Giovanni Adami del foro di Udine, subentrato all’avvocato del foro di Torino Monica Arossa che ha rimesso il mandato a cavallo tra l’udienza preliminare e la prima udienza), al momento, non vuole rispondere in merito a questo vicenda, trincerandosi dietro ad un classico «no comment».
Gli unici due a parlare sono il sindaco Carlo Vietti e Mario Carfora, tutt’ora segretario cittadino di Forza Nuova. «Sono rimasto sorpreso: conosco personalmente sia Digo sia Carfora – afferma il primo cittadino – che ritengo due ottime persone nonostante la si pensi diversamente dal punto di vista politico. Lasciamo che la giustizia faccia il suo corso».
Mario Carfora, invece, difende l’operato di Digo: «Si vuole crocifiggere un amico che si è prestato nel difficile compito di certificatore. Questo è un compito che dovrebbe competere alla prefettura o agli uffici comunali e non ad un consigliere, nonostante sia un rappresentate dell’Amministrazione comunale. Mi chiedo cosa siano, supposto che sia vero, diciassette firme false sulle centinaia raccolte, visto poi che la mia lista non è riuscita a raggiungere un risultato soddisfacente alle elezioni del 2009. Purtroppo, per boicottaggi vari, non sono riuscito a conquistare un buon bacino di voti. Mi sono solo accontentato di fare una buona figura e nulla più. A questo si aggiunga il fatto che i miei 189 voti non hanno mutato l’ago della bilancia, vista la vittoria bulgara di Vietti. In cuor mio sono certo che tutto si sgonfierà in tempi celeri e Digo verrà prosciolto da ogni accusa».

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