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Economia e Lavoro
1 Novembre 2013

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Pubblichiamo di seguito la lettera (firmata) di una nostra lettrice a testimonianza del disagio determinato, a lei e ad altri lavoratori, dalla soppressione della corsa che, da Germagnano dalle 21, a Ciriè alle 21,32, consentiva fino all’estate scorsa di raggiungere Torino con un bus sostitutivo al treno. Corsa eleminata da Gtt da settembre nell’ambito del nuovo piano di tagli e razionalizzazione alle spese. Pubblichiamo questa lettera anche perché la scrivente ha lamentato di non aver finora ricevuto alcuna risposta dall’azienda di trasporto in merito al reclamo inoltrato già diverse settimane fa. Lo stesso farà nei prossimi giorni (oggi non è stato possibile farlo) questa redazione, rivolgendosi all’ufficio stampa Gtt per ottenere maggiori chiarimenti sulla vicenda, che dal racconto della segnalazione dell’utente in questione mostrerebbe alcune contraddizioni.

“Vorrei, gentilmente, essere informata sui motivi che hanno determinato i nuovi orari in vigore dal 9 settembre, con la soppressione della corsa A68. bus sostitutivo del treno delle 21,11 da Germagnano per Torino Porta Susa. Posso capire l’esigenza economica dei tagli, ma non comprendo allora perché in tal senso siano rimaste le corse A63 e A65, da Porta Susa alle 21,45 e 23 con rispettivi arrivi a Germagnano alle 23,01 e 24,08. Mi chiedo, visto il luogo e l’orario, se non siano state mantenute tali corse se non per garantire il ritorno a casa del solo autista. Abito a Torino e viaggio con i servizi Gtt da molti anni: per villeggiatura per raggiungere Ceres e perché lavoro a Ciriè, da 16 anni. Lavoro in un ipermercato e quando faccio chiusura (spesso peraltro) esco alle 21. Mi era comoda la corsa delle 21,32 a Ciriè e posso testimoniare che molti viaggiatori utilizzavano quel bus, spesso salendo a Caselle aeroporto e pertanto acquistando il biglietto a bordo con la tassa aggiuntiva. C’era chi andava o tornava dal lavoro o gruppi di giovani che andavano a Torino per divertimento, evitando così incidenti stradali. E adesso per me, tornare a casa a Torino a quell’ora è diventato un grosso problema: non posso permettermi più un’automobile, né tantomeno un altro affitto a Ciriè e quindi, per mantenere il lavoro, sono costretta alla generosità dei passaggi che, quando possibile, mi offrono i colleghi, talvolta costringendoli a deviazioni sul loro percorso piuttosto significative”.

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