Nuove apparecchiature per gli ospedali di Ciriè e di Lanzo
Cronaca bianca
19 Dicembre 2014

Nuove apparecchiature per gli ospedali di Ciriè e di Lanzo

Nuove apparecchiature per gli Ospedali di Ciriè e di Lanzo. Presso la Radiodiagnostica del nosocomio lanzese è in attività, dallo scorso 15 dicembre, un nuovo ecografo digitale, all’avanguardia tecnologica, del costo di circa 55 mila euro. Un ecografo aggiornato tecnologicamente permette di incrementare l’accuratezza diagnostica nell’identificazione di svariate patologie internistiche addominali. Permettendo, così, di evitare, talvolta, il ricorso a esami di secondo livello, come la TAC, che fa uso di radiazioni ionizzanti, o come la Risonanza Magnetica, che è una prestazione ad alto costo.
Un nuovo laser a olmio, invece, sarà acquisito entro fine anno e sarà destinato all’Urologia del Presidio ospedaliero di Ciriè. Con una delibera dello scorso 15 dicembre, infatti, la Direzione Generale dell’ASL TO4 ha affidato la fornitura di questa apparecchiatura, del valore di circa 30 mila euro, alla ditta MIDA Tecnologia Medica SpA. Si tratta di uno strumento tecnologicamente molto avanzato, di grande rendimento e di sicurezza di utilizzo.
In particolare, il nuovo laser a olmio sarà utilizzato nell’ambito dell’attività di chirurgia endoscopica urologica e la sua acquisizione si è resa necessaria in seguito al progressivo esaurimento dello strumento precedentemente in dotazione, di cui si è fatto un uso intenso per quasi dieci anni. Fino all’arrivo del nuovo strumento, la ditta ha messo a disposizione dell’Urologia di Ciriè un apparecchio sostitutivo per garantire la continuità del servizio.
Il laser a olmio è utilizzato soprattutto nel trattamento della calcolosi dell’uretere (il condotto lungo e sottile che trasporta l’urina da ciascun rene alla vescica), la prima causa di colica renale. Questa condizione comporta dolore e spesso può complicarsi provocando anche alterazione della funzione renale e/o febbre, talora con possibile setticemia (infezione gravissima con passaggio di germi nel circolo sanguigno, potenzialmente letale se non trattata tempestivamente). Si tratta di utenti che afferiscono generalmente tramite il Pronto Soccorso, dove, dopo l’inquadramento generale, sono visitati dall’urologo che deve valutare se vi siano ragionevoli possibilità di espulsione spontanea del calcolo, senza il rischio di complicanze maggiori, oppure se sia necessario procedere d’urgenza all’intervento di ureterolitotrissia endoscopica. L’intervento, condotto generalmente in anestesia epidurale, consiste nel far risalire fino al calcolo, attraverso l’uretra, la vescica e l’uretere stesso, uno strumento lungo e sottile, chiamato ureteroscopio, che è dotato di un’ottica a cui è collegata una telecamera. Nello stesso strumento esiste un canale operativo che permette il passaggio di una fibra laser – il laser a olmio appunto – per frantumare i calcoli e di una sottilissima pinza per estrarne i frammenti. Il tutto avviene senza incisione della parete addominale (senza ferita), utilizzando nel modo meno traumatico possibile le vie naturali. Per questo motivo l’intervento, condotto precocemente, consente di disinnescare il rischio delle complicanze sopra menzionate e di dimettere la persona assistita in buona salute dopo uno o due giorni di ricovero.
A Ciriè gli interventi di ureterolitotrissia endoscopica costituiscono il 20% dell’attività chirurgica in regime di ricovero ordinario e ben il 60% di questi interventi sono effettuati in urgenza, per i motivi prima segnalati.
Altri utilizzi del laser a olmio comprendono il trattamento delle stenosi, cioè restringimenti, dell’uretra (il canale di passaggio dell’urina dalla vescica all’esterno) o del collo vescicale (il punto di passaggio tra vescica e uretra) e il trattamento endourologico demolitivo di piccole neoplasie dell’uretere.
“Abbiamo ritenuto necessario investire in queste due nuove apparecchiature – riferisce il Direttore Generale dell’ASL TO4, dottor Flavio Boraso – per continuare a garantire servizi di qualità ai nostri cittadini che hanno come riferimento gli Ospedali di Ciriè e di Lanzo. Presidi che operano in stretta integrazione e sinergia, il primo con funzioni più specialistiche e il secondo con funzioni più di base, ma ugualmente rilevanti”.
“L’ecografia è un esame di consistente impatto in termini di richiesta – prosegue il dottor Boraso –, basti pensare che nel solo Ospedale di Lanzo si effettuano all’anno circa 3.200 ecografie. Abbiamo, quindi, ritenuto importante procedere alla sostituzione della precedente apparecchiatura, ormai datata”.
“Per quanto riguarda il laser a olmio – conclude il dottor Boraso – si deve tenere presente che il bacino di utenza dell’Urologia di Ciriè è di circa 330.000 abitanti, comprendendo i Distretti di Ciriè, di Chivasso-San Mauro e di Settimo Torinese. Con l’acquisizione della nuova apparecchiatura abbiamo voluto offrire a un’utenza così vasta un presidio terapeutico della massima efficacia e sicurezza. Anche considerando le caratteristiche di estrema frequenza e di potenziale gravità della patologia considerata”.

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