Saitta, critiche e apprezzamenti dopo la visita a Lanzo
Cronaca bianca
17 Febbraio 2015

Saitta, critiche e apprezzamenti dopo la visita a Lanzo

I consiglieri regionali di opposizione Porchietto e Vignale hanno commentato la visita dell’assessore regionale alla Sanità a Lanzo, dove ha incontrato i sindaci delle Valli di Lanzo e del Ciriacese. “Se Saitta fosse andato a visitare gli ospedali prima – commentano i due – si sarebbe reso conto che la delibera di revisione della rete ospedaliera e i tagli approvati sono sbagliati e dannosi per il territorio. In ogni caso meglio tardi che mai -commentano. Ora l’augurio è che Saitta passi finalmente dalle dichiarazioni ai fatti e modifichi nuovamente la rete ospedaliera. L’unica soluzione- aggiungono i due consiglieri, che sul tema hanno avviato anche una raccolta firme – è quanto chiediamo da tempo ovvero il presidio unico Ciriè–Lanzo. In questo modo non solo si salverebbe l’ospedale di Lanzo ma si permetterebbe anche una migliore organizzazione e gestione delle risorse umane ed economiche delle valli. Per salvare le strutture complesse dell’ospedale di Ciriè, la giunta Chiamparino può evitare di creare una nuova struttura complessa di cardiologia a Ivrea e quella di neurologia a Chivasso, che non porterebbero alcun servizio aggiuntivo ai cittadini ma che determinerebbero invece il taglio di strutture importanti per Ciriè”.

Il deputato locale, l’esponente del Partito democratico Bonomo, si dice soddisfatta delle rassicurazioni ascoltate dall’esponente del Governo regionale: Saitta ha spiegato che Lanzo non perderà nessuna delle offerte sanitarie, che ho visto funzionare in una struttura accogliente e pienamente operativa.
Assente all’incontro perché impegnata nelle votazioni alla Camera dei Deputati della riforma Costituzionale, Bonomo ha commentato così: “Siamo molto soddisfatti che l’assessore Saitta abbia capito quanto sia importante questa struttura ospedaliera per il territorio. Con il Partito Democratico delle Valli di Lanzo, con gli amministratori locali del territorio, ma soprattutto grazie all’attento monitoraggio della situazione da parte del Comitato per la difesa dell’Ospedale di Lanzo, abbiamo seguito passo dopo passo gli sviluppi della vicenda, anche quando la Giunta Cota cercava di smantellare la struttura.
Nonostante il Bilancio disastrato lasciato da quell’amministrazione e che rende oggi delicatissima la situazione della Regione Piemonte, dispiace assistere ad azioni inopportune, come la raccolta firme per chiedere la modifica di una delibera che una volta cambiata andrebbe contro una legge dello Stato, quindi successivamente annullata, da parte di esponenti di quella stessa maggioranza e di quella stessa Giunta Cota, adottando il vecchio e stanco teatrino della strumentalizzazione politica dei problemi dei cittadini. Il Partito Democratico vuole invece attivarsi in modo concreto per mantenere i servizi essenziali per i cittadini, mantenendo alta la guardia ed i contatti con i rappresentanti locali dei cittadini, affinchè gli impegni presi dalle istituzioni vengano rispettati.
Apprezziamo in oltre l’impegno dell’Assessore Saitta a proporre, con specifici strumenti e opportunità, il potenziamento dei servizi sanitari e assistenziali nelle aree montane. Saitta ha annunciato la necessità di rafforzare e riorganizzare l’attività del 118 nelle aree alpine e appenniniche, individuando una rete di basi di atterraggio anche nelle ore notturne, nella cui attuazione spero si possa sfruttare anche la base degli elicotteristi AVES “TORO” di Venaria.
Siamo convinti, come sostenuto dallo stesso Assessore, che la soluzione per confermare Lanzo passa da Ciriè. Sono due strutture complementari e questo consentirà anche alla Regione Piemonte di superare i vincoli stringenti dei parametri nazionali, perchè non si tratta di doppioni ma di strutture integrate tra loro.

L’Uncem (Unione nazionale Comuni, Comunità ed Enti montani) ha intanto fatto sapere di aver “molto apprezzato l’impegno dell’assessore regionale alla Sanità Antonio Saitta, espresso a Lanzo, per riorganizzare, con specifici strumenti e opportunità, i servizi sanitari e assistenziali nelle aree montane”.
“Incontrando prima i cittadini che risiedono nelle Valli e poi i sindaci del territorio -continua il comunicato Uncem- Saitta ha annunciato la necessità di potenziare e riorganizzare il 118 nelle aree alpine e appenniniche, individuando una rete di basi di atterraggio anche nelle ore notturne (quattro gli elicotteri attrezzati per il volo di notte).
Sono molti i Sindaci che negli ultimi anni avevano espresso esigenze in questa direzione, già localizzando specifiche aree, e dato la disponibilità a lavorare. Si apre con questa intenzione politica, tecnica e operativa dell’assessorato un nuovo orizzonte positivo, già individuato da altre Regioni. Ne abbiamo bisogno anche qui, per dare maggiori garanzie di sicurezza a chi vive e lavora nelle Terre Alte”.
Infine una proposta: “Ho recentemente proposto all’assessore Saitta – afferma Lido Riba, presidente Uncem – di redigere un piano che individui in ciascuna delle 40 vallate e aree omogenee alpine un polo di servizi di base, con i medici di famiglia e degli infermiere, dove si possono fare esami semplici ma importanti, come la misurazione della pressione del sangue, richiedere impegnative mediche, avere un dispensario farmaceutico per i Comuni dove non vi sono farmacie. Saitta ha fatto sua questa proposta sulla quale stava già lavorando e ne ha parlato con gli Amministratori a Lanzo.
I sindaci e Uncem sono disponibili a lavorare con l’assessorato, con la Giunta e con Il Consiglio nel declinare questo piano. Che ovviamente deve tenere conto in primo luogo della presenza importane e preziosa degli ospedali di territorio nei Comuni capoluogo delle vallate, come Lanzo, Domodossola, Susa, Pomaretto.
A questa necessità si deve unire un nuovo piano, moderno e in linea con quanto fatto in altri Paesi alpini europei”. Obiettivo: potenziare servizi e opportunità nelle Terre Alte, ottimizzando la spesa. “Ci sono già valide esperienze in corso – prosegue Riba – che garantiscono la continuità assistenziale. Come la telemedicina. Vanno mappate e diffuse. È un segno della modernità anche in campo sanitario e assistenziale”.

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