Fallimento IMS, proseguono le agitazioni  sindacali per chiedere il mantenimento dell’occupazione
Economia e Lavoro
22 Marzo 2016

Fallimento IMS, proseguono le agitazioni sindacali per chiedere il mantenimento dell’occupazione

Ore convulse negli stabilimenti Ims di Sparone e Druento, le cui maestranze sono in sciopero da venerdì 19. La scorsa settimana a Torino, presso lo Studio del Curatore fallimentare Torchio, c’è stato l’incontro richiesto da FIOM CGIL e FIM CISL per discutere delle prospettive delle due unità produttive al fine di garantire occupazione e continuità produttiva, nonostante la recente dichiarazione di fallimento da parte del Tribunale di Torino della IMS.
“Tutto questo dicono le organizzazioni sindacali con una nota congiunta – ha rimesso in discussione l’affitto con MTD che attualmente gestisce gli stabilimenti e l’occupazione, ma che con l’avvenuto fallimento riazzera e rimanda tutti in capo alle decisioni del Curatore”.
Nel frattempo il Gruppo Tiberina, che controlla MTD, ha presentato il 15 marzo al Curatore fallimentare una proposta di acquisto dello stabilimento di Sparone, paventando la possibilità di assorbire 100 lavoratori con altri possibili 40 del reparto costruzioni stampi, se si verificassero le condizioni di nuovi volumi produttivi. “Che ad oggi però non hanno – dichiarano i sindacati – 130 sarebbero gli esuberi dichiarati su un totale di 232 dipendenti con una richiesta aggiuntiva di azzeramento dell’accordistica aziendale di 2° livello”.
Un quadro che prospetterebbe anche la chiusura dello stabilimento di Druento, in quanto in affitto e non di proprietà IMS, mantenendo un unico stabilimento a Sparone che invece è di proprietà di IMS.
“Infatti nelle assemblee (non ultima quella in Regione di pochi giorni fa, ndr) – spiega Vito Bianchino della Cisl – sono state evidenziate le gravi conseguenze occupazionali se rimanesse invariata la posizione aziendale di MTD, espressa al Curatore Fallimentare, di essere intenzionata a proseguire le attività solo con un drastico ridimensionamento che vedrebbe il licenziamento di oltre 80 lavoratori su 230. La piena contrarietà a quanto sopra è stata espressa in maniera chiara nelle assemblee, al termine delle quali sono state dichiarate ulteriori iniziative di agitazione per chiedere al Gruppo Tiberina di fare un passo indietro rispetto ad una proposta drammatica dal punto di vista occupazionale. Per richiamare tutti alle proprie responsabilità sul problema, le RSU di entrambi gli stabilimenti hanno dichiarato uno stato di agitazione per tutta la settimana con modalità decise dalle Rsu in sede di stabilimento. Nello stabilimento di Sparone tali iniziative si attueranno con lo sciopero per le intere giornate di domani 22 e venerdi 25 Marzo in attesa di una convocazione delle parti in ambito Istituzionale come già preventivato dall’Assessorato al Lavoro della Regione Piemonte”.

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