Cronaca nera, Economia e Lavoro, Prima pagina, Video
9 Dicembre 2022
L'iniziativa è di Maurizio Scandurra, giornalista televisivo ed opinionista a la Zanzara

«Stop al racket del caro estinto», la video denuncia per sensibilizzare sul tema

Lo spot è stato "girato" in un cimitero del Canavese e vuole tutelare anche gli operatori corretti e onesti

Il Risveglio aderisce all’iniziativa di sensibilizzazione riassunta (e denunciata) in questo video sul cosiddetto racket del caro-estinto:«Che sgnifica compravendita dei cadaveri negli ospedali ed Rsa», spiega il giornalista televisivo Maurizio Scandurra ed opinista del noto programma radiofonico di Cruciani e Parenzo su Radio 24 La Zanzara, che aggiunge: «Il filmato girato fra il 31 Ottobre e il 2 Novembre scorsi nella suggestiva location dello storico cimitero ottocentesco napoleonico di Fiorano Canavese, nel Torinese, sarà disponibile sulla home page di molti fra i maggiori quotidiani on line del Nord Ovest a partire da giovedì 8 dicembre prossimo, “In occasione della Solennità dell’Immacolata Concezione: giorno in cui si celebra la Vita».

«Con la liberalizzazione delle licenze funebri nel 1998 – continua Scandurra – le imprese del settore si sono moltiplicate. Molte delle quali, per competere slealmente, intessono relazioni criminose occulte all’interno dei luoghi di cura e riposo con gli addetti alle camere mortuarie per aggiudicarsi corpi e funerali a suon di ‘mance’ espressamente vietate dai correnti regolamenti di Polizia Mortuaria».

L’estroso giornalista ricorda poi anche come «Consigliare imprese funebri in ospedale ed Rsa sia reato. E chi, nell’ora del dolore, cade nel tranello credendo che qualcuno gli offra una via privilegiata per risolvere il problema della sepoltura del congiunto, in realtà è come se stesse vendendo il proprio caro al miglior offerente. Il cui corpo finisce così nelle mani di aziende legate alla criminalità organizzata pronte a riciclare nel commercio delle salme denaro sporco proveniente da attività illecite eludendo ed evadendo il Fisco». Il tutto penalizzando gli operatori onesti del settore che con serietà accompagnano i defunti al momento del commiato. Torino, Ivrea, Milano, Bologna, Campania e Sicilia sarebbero tra le città e le regioni più colpite dal fenomeno.

Nel corso del video il giornalista mette in guardia «Dai comportamenti ‘interessati’ con cui è facile venire a contatto nelle camere mortuarie quando si è più vulnerabili per la perdita di una persona cara. Evitare di accettare suggerimenti e indicazioni è il primo passo da compiere per rimanere nella legalità. E contrastare l’abominevole asta dei corpi che, specialmente dopo il Covid, interessa in media circa il 70% dei decessi esterni che avvengono al di fuori delle mura domestiche, alterando profondamente dall’interno un mercato che ogni anno produce un Pil pari a 2,2 miliardi di euro e impiega più di 50mila risorse umane dirette e indirette».

Per poi concludere: «Ho scelto di scendere in campo nel contrasto a uno scempio che va in scena quotidianamente laddove si soffre. Complice anche il dilagare di chat anonime che rendono più difficile intercettarne gli autori. Per tutelare altresì tutti quegli eroi onesti che ogni giorno lavorano seriamente in ospedale e in Rsa. E con loro tutte le onoranze funebri corrette che dicono ‘No’ alla compravendita dei cadaveri’. Un tema delicato, altrettanto scomodo, che merita invece più attenzione e spazio. Perché il rispetto per i defunti è la prima forma di civiltà -chiosa Maurizio Scandurra – Il funerale è una prestazione esente Iva, cosa che pochissimi sanno, e chiunque prometta sconti o azzeramento dell’aliquota in cambio di somme di denaro in nero è un truffatore. Occhi bene aperti, dunque, in camera mortuaria. Vedere, per credere».

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