I consigli “dell’ufficio antifrode” delle Poste: tutto finto, anche i carabinieri. Gli portano via 20mila euro con lo Spoofing
Cronaca nera, Prima pagina
5 Dicembre 2023
Ma i veri militari scoprono la cyber truffa

I consigli “dell’ufficio antifrode” delle Poste: tutto finto, anche i carabinieri. Gli portano via 20mila euro con lo Spoofing

Sul display il “vero recapito” dell’ente ma non è vero...

Solo la tempestività nel denunciare e le immediate, e per fortuna proficue, indagini dei carabinieri della Tenenza di Ciriè hanno scongiurato che ad un cittadino venissero portati via tutti i risparmi di una vita.

Del resto quella scoperto e arrestato dai militari comandati dal tenente Felice Meo non è il solito raggiro: in qesto caso si tratta di una “supertruffa”, una novità nell’odioso settore criminale che nel colpire privilegia di solito anziani e cosiddette “fasce deboli” e, come confermano gli stessi investigatori, una vera e propria emergenza sociale, anche se ancora poco conosciuta, gestita da professionisti delle cyber truffe di alto livello: più che dei truffatori comuni dei veri e propri hacker, con una grande competenza informatica purtroppo messa a disposizione del crimine. Si chiama Spoofing e configura una gamma di attacchi informatici in cui il truffatore nasconde la propria identità fingendo di essere una fonte affidabile per ottenere accesso a informazioni riservate e dati sensibili attraverso sms, e-mail, ma anche siti web “credibili” o ricreati ad arte per apparire tali.

A farne le spese un ciriacese di una cinquantina d’anni, padre di famiglia, un posto da impiegato, non certo uno sprovveduto. Eppure con 4 bonifici da 5mila euro realizzati direttamente alle Poste aveva appena prosciugato il suo conto per trasferire i suoi risparmi in una “carta protetta”, al sicuro appunto da truffe, raggini e financo fenomeni di riciclaggio. Tutte direttive che era convinto di aver ricevuto dalle Poste e persino dai carabinieri. E qui sta la novità, inquietante, di questo nuova truffa via telematica: al controllo dei recapiti con i quali veniva contattato di volta in volta per perfezionare la procedura risultavano in effetti gli stessi numeri degli enti in questione: ovvero sul display la telefonata risultava essere quella che gli interlocutori sostenevano in effetti essere.

In sostanza un sedicente ufficio postale anti frode (che in effetti esiste) e persino una stazione dei carabinieri del Torinese, ovviamente però falsi, avevano rassicurato e convinto l’uomo – anche per l’esistenza di una inchiesta specifica – a spostare questi soldi nella fantomatica carta protetta attraverso un link collegato a sua volta ad altri conti gestiti dai malviventi. Cosa che effettivamente ha fatto per ben quattro volte, in ossequio alle direttive dei finti funzionari postali e carabinieri che si erano premurati di dirgli di non rivelare allo sportello la natura dell’operazione «Per motivi di privacy e per non danneggiare le indagini in corso…».

A quel punto il malcapitato ha mangiato la foglia e si è rivolto ai carabinieri veri. Le indagini sono in ancora in corso ma basti sapere che benché non completamente, la somma sottratta al ciriacese è stata per gran parte recuperata. La celerità dell’intervento avrebbe permesso anche di risalire ad almeno quattro persone. Non sarebbero della zona e probabilmente potrebbero far parte di una rete cyber criminale più ampia articolata in tutto il territorio nazionale. E proprio ieri pomeriggio, nell’ambito delle conferenze dell’anno accademico dell’Unitre presso i locali della Fondazione Troglia, i vertici della Tenenza dei carabinieri di Ciriè hanno tenuto un approfondito seminario per illustrare, tra le altre, le più sofisticate modalità di raggiro e come evitarle.

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cyber truffa hacker

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