Torino, resti di animali sventrati in strada a Barriera di Milano: la denuncia di LNDC Animal Protection
Ambiente, Animali
7 Ottobre 2025
«Episodi simili non sono rari e la caccia, anche quando legale, rappresenta spesso la porta d’ingresso per violenze, illegalità e degrado ambientale»

Torino, resti di animali sventrati in strada a Barriera di Milano: la denuncia di LNDC Animal Protection

L'associazione animalista chiede un cambio di rotta nel rispetto per la fauna selvatica

Riceviamo e pubblichiamo

 

LNDC Animal Protection esprime sdegno e orrore per il ritrovamento, nel quartiere Barriera di Milano a Torino, dei resti sventrati di due animali selvatici – un capriolo e un cinghiale – abbandonati tra i cassonetti dei rifiuti in pieno centro abitato. Una scena agghiacciante, che testimonia ancora una volta la crudeltà e l’inciviltà di certe pratiche di caccia illegale e il totale disprezzo per la vita degli animali.

L’Associazione annuncia la presentazione di una denuncia alle autorità competenti affinché si svolgano indagini approfondite, anche attraverso la visione delle telecamere presenti in zona, per accertare le responsabilità di questo gesto brutale, che rappresenta una chiara violazione delle norme sulla protezione della fauna selvatica e delle disposizioni igienico-sanitarie relative allo smaltimento delle carcasse.

“È paradossale – commenta la Presidente LNDC Piera Rosati – che a denunciare pubblicamente l’episodio siano stati due esponenti locali della Lega, partito che da sempre difende la caccia e i cacciatori, opponendosi a qualunque tentativo di rafforzare le tutele per gli animali selvatici. Ci auguriamo che, dopo aver visto da vicino l’orrore di ciò che la caccia comporta, questi rappresentanti locali trovino il coraggio di riferire ai propri vertici politici quanto sia urgente pretendere il rispetto per quegli stessi animali che, a parole, dicono di voler tutelare”.

LNDC Animal Protection sottolinea come episodi simili non siano rari e come la caccia, anche quando legale, rappresenti spesso la porta d’ingresso per violenze, illegalità e degrado ambientale. È necessario che le istituzioni intervengano con controlli più severi e con politiche che favoriscano la convivenza pacifica tra uomo e fauna selvatica, invece di tollerare una cultura della violenza ormai anacronistica.

“Chi continua a giustificare la caccia come tradizione o come forma di equilibrio ambientale – conclude Rosati – dovrebbe guardare le immagini di ciò che è accaduto a Torino. È questo il ‘rispetto’ per la natura di cui alcuni parlano? Gli animali meritano ben altro: compassione, tutela e dignità. Per questo, insieme ad altre associazioni, abbiamo raccolto oltre 50mila firme in pochi mesi e presentato in Parlamento una proposta di legge di iniziativa popolare per bandire del tutto la caccia e mettere fine alla violenza. Ora la nostra proposta dovrà seguire il normale iter parlamentare e i politici dovranno decidere se stare dalla parte della maggioranza dei cittadini – secondo i dati Eurispes oltre il 70% è contrario alla caccia – o continuare ad assecondare una piccola lobby”.

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