Legalità, i sindaci della Città Metropolitana di Torino incontrano don Luigi Ciotti
DON CIOTTI E SINDACI AREA METROPOLITANA
'Ndrangheta, Cronaca bianca, Cronaca bianca/Politica, Mafie, Politica, Prima pagina
25 Febbraio 2026
Il 21 marzo la manifestazione nazionale in ricordo delle vittime di tutte le mafie torna a Torino dopo 20 anni

Legalità, i sindaci della Città Metropolitana di Torino incontrano don Luigi Ciotti

L'evento sarà ospitato nella città dove "Libera" è nata nel 1995: «Il forte coinvolgimento del territorio sarà il segreto del successo»

Emozione nell’aula del Consiglio metropolitano, gremita di sindaci e sindache provenienti anche dal Ciriacese, dal Canavese e dalle Valli di Lanzo per ascoltare martedì 24 febbraio le parole di Don Luigi Ciotti fondatore di Libera Piemonte che ha ricostruito la storia della nascita del 21 marzo, giornata in ricordo delle vittime di tutte le mafie. «Il 21 marzo 2026 la manifestazione nazionale torna a Torino dopo 20 anni e tutto il territorio metropolitano è tutto mobilitato», dice il vicesindaco Jacopo Suppo: «Il 21 marzo sarà la festa dei valori e della legalità, il forte coinvolgimento del territorio sarà il segreto del successo. Dobbiamo condividere valori fondamentali e ribadire il nostro impegno per la legalità».

Roberto Montà, presidente di Avviso Pubblico. Enti locali e Regioni contro mafie e corruzione, ha sottolineato l’importanza di intitolare in ogni Comune strade e vie alle vittime anche meno conosciute di tutte le mafie: «Avviso pubblico cammina con gli Enti locali per affermare la legalità. Grazie ai sindaci e a don Luigi Ciotti per l’impegno e per aver raccolto l’appello dei familiari delle vittime, che chiedono di dare delle città luoghi in cui la memoria sia conservata e riconosciuta, ad esempio con la toponomastica. La questione è attuale e concreta». Montà ha ricordato come sia in aumento il consumo di droga e i proventi siano investiti nell’economia legale. «Dobbiamo imparare a raccontare la minaccia costituita della mafia e dalla corruzione ai giovani, dobbiamo riconnettere le relazioni con i cittadini e trasformare i fiumi di denaro in impegno e risorse per la legalità».

La vicesindaca del Comune di Torino, Michela Favaro, ha sottolineato quanto Torino sia onorata di tornare ad ospitare l’evento nazionale vent’annoi dopo, «nella città dove è nata Libera, dove ha iniziato ad operare don Ciotti, a Torino città medaglia d’oro della Resistenza».

Andrea Turturro di Libera Piemonte ha sottolineato «intitolare luoghi alle vittime meno note e conosciute di tutte le mafie segna un percorso, così come è fondamentale occuparsi per la messa a disposizione delle comunità locali dei beni sequestrati alle mafie: purtroppo la capacità di riutilizzo in Piemonte è solo del 23 per cento, troppo bassa rispetto ad altre Regioni. Il percorso è complicato e occorre sinergia».

«Sono emozionato di incontrarvi», ha detto don Ciotti rivolgendosi alle decine di sindaci e sindache ed ha ricordato come Libera e il 21 marzo nascano dal suo rapporto con Giovanni Falcone. Poi ha parlato dell’allarme per la moltiplicazione delle droghe, dei disturbi dell’alimentazione, dei suicidi e delle dipendenze dal gioco d’azzardo e dal Web, ha ricordato le parole di don Sturzo quando diceva che la mafia sarebbe risalita a nord e oltre le Alpi, constatando quanto puntualmente si sia avverata la profezia. «Tutte le vittime hanno un nome e il diritto di essere chiamati con il loro nome. Da lì nasce la giornata della memoria e dell’impegno, una giornata che abbraccia tutti e il loro dolore», ha detto don Ciotti, invitando i sindaci a mobilitarsi per essere tutti insieme il 21 marzo a Torino.

Foto: Costantino Sergi

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