Lite stradale a Torino sfocia nel sangue: ferito con un coccio di bottiglia, arrestato per tentato omicidio
La violenta aggressione ha attirato l'attenzione dei passanti e sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 e i Carabinieri
Una banale discussione per motivi di viabilità ha rischiato di trasformarsi in una tragedia nel pomeriggio di ieri, giovedì 28 maggio, a Torino. L’episodio si è verificato nelle prime ore del pomeriggio in via Orvieto, nel cuore del quartiere Borgata Vittoria, dove due automobilisti torinesi, rispettivamente di 37 e 43 anni, hanno dato vita a un violento scontro dopo un diverbio nato per questioni inerenti la circolazione stradale.
Dalle parole e dagli insulti i due sono rapidamente passati alle vie di fatto. Al culmine del litigio, l’automobilista quarantatreenne ha sferrato diversi pugni sul volto del rivale; quest’ultimo, per tutta risposta, ha raccolto un coccio di bottiglia colpendo l’avversario al collo e ferendolo in modo serio.
L’intervento dei soccorsi e il trasporto al Giovanni Bosco
La violenta aggressione ha attirato l’attenzione dei passanti e sul posto sono intervenuti tempestivamente i sanitari del 118 insieme ai Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Torino. L’intervento immediato delle forze dell’ordine e delle ambulanze ha evitato conseguenze peggiori, permettendo di bloccare i due uomini e di prestare loro le prime cure.
Entrambi i conducenti sono stati successivamente trasportati e ricoverati all’ospedale Giovanni Bosco di Torino. Al quarantatreenne è stata suturata la profonda ferita riportata al collo ed è stato infine dimesso con una prognosi di 30 giorni.
Scatta l’arresto per tentato omicidio
Ben più grave la situazione giudiziaria per il trentasettenne. L’uomo si trova attualmente ricoverato in osservazione presso la struttura sanitaria ma è piantonato dai militari dell’Arma: nei suoi confronti è infatti scattato l’arresto in quanto gravemente indiziato del reato di tentato omicidio. Non appena i medici firmeranno le dimissioni dall’ospedale, l’uomo verrà tradotto direttamente in carcere a disposizione dell’autorità giudiziaria.
Le indagini da parte dei Carabinieri proseguono ora senza sosta per ricostruire con l’esatta precisione la dinamica e la sequenza temporale dei fatti. Quel che è certo è che futili motivi legati allo stress del traffico hanno rischiato di provocare una vittima, riaccendendo inevitabilmente i riflettori sulla crescente aggressività al volante nelle aree urbane.
Si precisa che i provvedimenti a carico del soggetto citato sono stati emessi durante la fase delle indagini preliminari e, pertanto, per l’indagato vige la presunzione di non colpevolezza sino a eventuale condanna definitiva.

