Commerciante aggredito dal branco: denunciato un sedicenne per lesioni e rapina
Cronaca
19 Luglio 2026
Svolta nelle indagini dei Carabinieri per il pestaggio del commerciante del Bangladesh

Commerciante aggredito dal branco: denunciato un sedicenne per lesioni e rapina

Il giovane ha sottratto il cellulare alla vittima a terra per impedirle di chiamare il 112 e il 118 prima di fuggire con la banda. Il lavoratore ha il naso e lo zigomo fratturati. I militari sono al lavoro per identificare la decina di complici

CIRIÉ. Una risposta lampo, per frenare un’escalation di violenza che stava già infiammando il dibattito cittadino. I Carabinieri della Compagnia di Cirié hanno identificato e denunciato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni l’esecutore materiale della selvaggia aggressione consumata in via Remmert ai danni di un cittadino del Bangladesh.

Si tratta di un sedicenne italiano, residente in zona e appartenente a una famiglia definita dagli inquirenti assolutamente inserita e normale. Il giovanissimo deve ora rispondere di accuse pesantissime: lesioni gravi e rapina.

Il dramma e la trappola per impedire i soccorsi

I dettagli emersi dall’attività investigativa dei militari dell’Arma delineano un quadro di sconcertante lucidità criminale. La vittima, che gestisce a turno con alcuni connazionali un piccolo esercizio commerciale nella centrale via ciriacese, è stata affrontata dal minore e colpita ripetutamente con una violenza inaudita. Il bilancio clinico parla chiaro: il ragazzo ha riportato la frattura del naso e dello zigomo, oltre a diverse contusioni al volto.

Ma il reato più grave si è consumato nei secondi successivi al pestaggio. Mentre la vittima si trovava a terra, sanguinante e dolorante, ha cercato disperatamente di afferrare il proprio smartphone per comporre i numeri di emergenza 112 e 118. In quel momento, il sedicenne gli si è avventato contro strappandogli il telefono dalle mani con la forza, proprio con l’obiettivo di isolarlo e impedirgli di chiedere l’intervento delle forze dell’ordine e delle ambulanze. Subito dopo, l’aggressore si è dato alla fuga insieme al resto del gruppo. Il cellulare è stato successivamente recuperato dai Carabinieri e restituito al legittimo proprietario. A chiamare i soccorsi e a prestare le prime cure al ragazzo, sul posto sono arrivati anche gli agenti della polizia locale, alcuni residenti della via.

Caccia alla “scorta” del branco

L’indagine, tuttavia, è ben lungi dall’essere conclusa. I Carabinieri sono infatti al lavoro per identificare e verificare le precise posizioni di una decina di ragazzi, quasi tutti coetanei dell’aggressore, che facevano da “scorta” e da spalla al sedicenne durante il raid. Assistendo o spalleggiando l’azione, fungendo da cordone di protezione e da moltiplicatore della paura. Anche se al momento non risultano avere avuto un ruolo attivo nella vicenda.

A confermare che la situazione fosse ormai giunta al punto di rottura è la drammatica testimonianza di un collega della vittima, che lavora nello stesso negozio:

«Non si è trattato di una lite improvvisa o di un banale diverbio. Da tempo eravamo finiti nel mirino di questo gruppo. Subivamo quotidianamente provocazioni, insulti mirati e vessazioni continue. Quanto accaduto è solo il culmine violento di un calvario che andava avanti da un periodo prolungato».

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