Da San Carlo alla Ironman di Tallinn
Il sancarlese Willy Gardiol, 48 anni di professione ingegnere, è uno dei pochi italiani ad aver affrontato la Ironman di Tallinn, in Estonia: una gara durissima, gli atleti hanno percorso 3,8 km a nuoto, 180 km in bici e 42,2 km di corsa in condizioni climatiche estreme.
La Ironman, una gara durissima
Sabato 22 agosto ha preso parte alla Ironman a Tallinn, in Estonia: una gara durissima, gli atleti hanno dovuto affrontare 3,8 km a nuoto, 180 km in bici e 42,2 km di corsa. «Al via eravamo 1.900 partecipanti, provenienti da 30 Paesi – racconta – durante il percorso si sono ritirati in 400, a un certo punto ha iniziato a piovere a dirotto, a soffiare un vento fortissimo e le condizioni meteorologiche si sono fatte davvero estreme».
La preparazione
La preparazione per affrontare la Ironman è iniziata un anno fa. «Sono partito ad ottobre con i primi allenamenti – continua – oltre a curare il fisico è anche importante la parte mentale, pensando alle strategie da adottare durante i diversi momenti della competizione». Willy ha scoperto il triathlon solo nel 2022, seguendo la moglie che già lo praticava. «Prima mi dedicavo alla montagna e all’arrampicata – spiega – sono tesserato con l’Endura Team di Lanzo».
La corsa sotto il diluvio
La gara di Tallinn è partita alle 8 di mattina, con la nuotata di 3,8 km in un lago. «Ho percorso la distanza in un’ora e 26 minuti – illustra – nella prova in bici sono arrivate le difficoltà: dopo 4 ore ha iniziato a diluviare, con raffiche di vento che mi facevano sbandare e ho comunque concluso in 6 ore e mezza». Ma è nell’ultima prova che la gara si è fatta durissima. «Il percorso della maratona era sul lungomare di Tallinn, scenograficamente bellissimo peccato per le condizioni del tempo – afferma – ho cercato di combattere il freddo mettendomi addosso di tutto, ma è stata davvero tosta, avevo esaurito ogni energia, solo la determinazione mentale mi ha consentito di arrivare al traguardo».
L’arrivo finale
A rendere meno dura la corsa ci hanno pensato il pubblico e i volontari schierati dagli organizzatori lungo il percorso della manifestazione. «Sono stati davvero fantastici – spiega – i volontari erano sempre gentilissimi, sorridenti perfino in mezzo alla tempesta. Il pubblico ci ha sostenuto tifando e mettendo musica sotto la pioggia e col vento gelido. Avevo preventivato di concludere l’Ironman in 13 ore, alla fine sono state 14 e mezza».

