«Dopo il successo delle manifestazioni per i 150 anni la ferrovia sia sempre più fruibile per i passeggeri»
Il presidente dell’Osservatorio sulla Torino-Ceres Davide Arminio scrive agli amministratori della zona
“Ferrovia Torino-Ceres – Un grande traguardo, un nuovo punto di partenza”. Questo l’oggetto della lettera inviata dal presidente dell’Osservatorio sulla ferrovia Torino Ceres, Davide Arminio, alla Regione, alle Unioni montane Valli di Lanzo e Alpi Graie, oltre che al Gal e alla Cna.
La lettera agli amministratori
«Gentilissimi – inizia Arminio – si sta concludendo un’estate in qualche modo memorabile per la ferrovia Torino-Ceres e per l’intero territorio che afferisce alla ferrovia. Le celebrazioni congiunte per il 150° anniversario dell’arrivo del treno a Lanzo e il 110° del completamento della tratta montana hanno segnato un momento di grande significato nella valorizzazione della ferrovia e di coinvolgimento di enti, soggetti economici e cittadini. Lo dimostrano del resto i numeri: non solo gli oltre ottocento viaggiatori dei tre treni storici, anche da fuori Piemonte e dall’estero, con biglietti andati esauriti in tempi brevissimi e richieste che sono state molto superiori; ma le folle di cittadini e appassionati lungo i binari e alle stazioni per “inseguire” e immortalare i treni; o ancora i tanti visitatori alle esposizioni allestite a Lanzo e Ceres e alla elettromotrice FTC16, alla sua prima uscita pubblica dopo lunghi anni.
È auspicabile che anche i prossimi passi seguano questa aspirazione all’innovazione e al progresso. La riattivazione del ser-vizio ferroviario regolare su Ceres è un fatto importante, di cui beneficeranno non solo i pendolari e gli studenti, ma anche un turismo potenziale – di cui tanto si parla nelle occasioni pubbliche – il quale dovrà ora più che mai essere concretamente sostenuto, con iniziative di richiamo, eventi territoriali, promozioni e finanche veri e propri pacchetti turistici da concordare con gli operatori del territorio (per es. cicloturismo, treno del foliage, ecc.).
Sul fronte della valorizzazione storica della linea e del suo patrimonio – prosegue Arminio ci auguriamo che la dimostrazione di interesse e di ricadute che hanno offerto le tre corse di luglio e agosto sia foriera di altre importanti iniziative nel breve futuro – anche nella prospettiva che la Regione voglia rendere nuovamente operativi alcuni dei mezzi ferroviari di cui è proprietaria. Lo sviluppo del Museo ferroviario diffuso e la valorizzazione degli edifici ferroviari sull’intera tratta, inoltre, crediamo saranno un’altra grande opportunità da sfruttare con intelligenza per restituire patrimonio storico alle comunità e generare nuovo valore.
Desideriamo anche menzionare l’esigenza che si arrivi a un completamento delle previsioni del Contratto di Servizio SFM con l’attestamento della linea SFM7 a Germagnano, consentendo il superamento dei già evidenziati limiti del servizio promiscuo treno-bus a monte di Cirié e migliorando ulteriormente l’accessibilità delle Valli; così come, nelle more del ridisegno della rete bus complementare che la Città metropolitana sta conducendo, riteniamo sensato che si valuti la rimodulazione di alcune esperienze di trasporto locale che, specialmente in Valle, rischiano di mettersi “in competizione” alla ferrovia.
Parallelamente, continua a porsi l’esigenza di una revisione del sistema tariffario, in favore di una razionalizzazione delle fasce e in una politica di tariffe più sensibile ai giovani e alle fasce vulnerabili e, grazie all’impiego ormai possibile della tecnologia, più “tagliata” sulle reali esigenze di mobilità dei cittadini. In ultimo, desideriamo ricordare a tutti voi che la Torino-Ceres è candidata al Censimento 2026 per i “Luoghi del cuore” promos-o dal Fondo Ambiente Italiano, e si colloca come il terzo luogo più votato in Piemonte ed entro i primi cinquanta in Italia.
Si tratta di un risultato lusinghiero che però possiamo valorizzare ancora di più: raggiungere la soglia dei 3.000 voti potrebbe permettere di accedere ai bandi del FAI per implementare progetti di valorizzazione sui beni; per questo motivo nelle prossime settimane lavoreremo al massimo coinvolgimento del territorio per raccogliere voti in favore della ferrovia. Auspichiamo che anche ciascuno di voi potrà estendere la diffusione di questo importante messaggio e contribuire al raggiungimento di un risultato considerevole. L’estate 2026 – conclude – ha dimostrato in misura plastica che quando un territorio è unito, dialoga e lavora in una direzione condivisa, al netto delle legittime sfumature di sensibilità che possono esserci, i risultati sono tangibili e di ampia portata. Il nostro invito è di continuare questo percorso con ambizione e convinzione, per garantire sviluppo e memoria del nostro patrimonio».

