Tragedia sventata a Porta Susa: uomo ipovedente vuole gettarsi sotto il treno, la Polfer lo salva con l’aiuto del suo cane Wolly
Cronaca
7 Settembre 2026
Istituzioni ed empatia nella stazione ferroviaria torinese durante i controlli straordinari

Tragedia sventata a Porta Susa: uomo ipovedente vuole gettarsi sotto il treno, la Polfer lo salva con l’aiuto del suo cane Wolly

L'allarme lanciato da un passante ha permesso agli agenti della Polizia Ferroviaria di intervenire in extremis. Un lungo dialogo e la presenza del fedele quattro zampe hanno convinto l'uomo a desistere e ad affidarsi ai medici

TORINO – Un momento di profonda solitudine, il buio della vista perduta e la disperata intenzione di farla finita sui binari. A trasformare un potenziale dramma in una storia di speranza e salvezza sono state la prontezza, la sensibilità e la capacità d’ascolto degli agenti della Polizia Ferroviaria di Torino Porta Susa.

L’episodio si è verificato all’interno dello scalo ferroviario cittadino durante i servizi di controllo straordinario dell’operazione “Viaggiare Sicuri”.

La segnalazione del passante e il tempestivo intervento

A far scattare i soccorsi è stato un cittadino di passaggio che si è accorto della presenza di un uomo ipovedente in fortissimo stato di prostrazione emotiva. L’uomo manifestava apertamente l’intenzione di lasciarsi travolgere dal primo convoglio in arrivo in stazione.

Gli agenti della Polfer si sono fiondati sul posto individuando la persona a rischio. Comprendendo la delicatezza della situazione, i poliziotti hanno scelto la via dell’empatia: si sono avvicinati con cautela, avviando un dialogo calmo e rassicurante per rompere il muro di angoscia che avvolgeva l’uomo e guadagnare la sua fiducia.

Il ruolo del cane guida Wolly e la forza dell’ascolto

A fare da ponte emotivo tra le forze dell’ordine e il malcapitato è stata anche la presenza di Wolly, il suo fedele cane guida. Accarezzando il quattrozampe, gli agenti sono riusciti a far confidare l’uomo, che ha trovato il coraggio di raccontare lo sconforto vissuto dopo la perdita della vista e l’insostenibile peso del senso di solitudine provato negli ultimi tempi.

La persuasione e il ricovero in ospedale

All’arrivo del personale sanitario del 118, l’uomo ha mostrato un’iniziale ritrosia nel farsi accompagnare in una struttura sanitaria per i controlli del caso. Una poliziotta dell’équipe è però rimasta al suo fianco, continuando a rassicurarlo con pazienza finché l’uomo non si è convinto ad accettare spontaneamente il ricovero e il supporto medico necessario.

Un intervento esemplare che dimostra come la professionalità e il lato umano delle forze dell’ordine possano fare la differenza, salvando una vita umana e offrendo un riparo concreto a chi si sente invisibile.

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