Caselle, comizio improvvisato in pieno centro di Giuseppe Delicati
Cronaca
15 Settembre 2026
Blitz anti-vaccini a Rna dell'ex medico di famiglia

Caselle, comizio improvvisato in pieno centro di Giuseppe Delicati

L'ex camice bianco torna all'attacco nel pieno centro di Caselle, dopo non aver mai smesso di farlo sul web e sui social. L’occasione per il blitz è stata offerta dall’escamotage di una visita medica: approfittando di un appuntamento fissato presso la sede dei medici di famiglia di via Guibert, la ex scuola primaria "Collodi", il controverso ex camice bianco di Borgaro Torinese ha trasformato il marciapiede antistante in un vero e proprio palcoscenico per i suoi consueti sermoni contro la sanità pubblica

Il dottor Delicati torna all’attacco nel pieno centro di Caselle, dopo non aver mai smesso di farlo sul web e sui social. L’occasione per il blitz è stata offerta dall’escamotage di una visita medica: approfittando di un appuntamento fissato presso la sede dei medici di famiglia di via Guibert, la ex scuola primaria “Collodi”, il controverso ex camice bianco di Borgaro Torinese ha trasformato il marciapiede antistante in un vero e proprio palcoscenico per i suoi consueti sermoni contro la sanità pubblica.
Su Facebook e su Telegram, dove esiste un canale dal nome “Comitato Verità su Delicati”, lo scopo dell’incontro era stato presentato come quello di informare i pazienti “sulla differenza tra vaccini proteici e gli attuali pro farmaci genici che vengono utilizzati già da 4 anni anche nei cosiddetti vaccini antinfluenzali“.

Attorno a lui si è radunato un capannello di fedelissimi: prima una dozzina di persone, poi diventate una ventina alla sua uscita dallo studio del proprio medico di famiglia. Cittadini e simpatizzanti accorsi per ascoltare le tesi estreme di Giuseppe Delicati, l’ex medico di base pensionato anticipatamente che continua a proclamarsi baluardo contro un presunto sistema corrotto. Un flash-mob a quasi tre anni di distanza dalle vibranti contestazioni riservate un convegno proprio sul tema dei vaccini nella Sala Fratelli Cervi.

Il monologo davanti all’ambulatorio di via Guibert

Ai presenti, tutti solidali con lui, l’ex medico ha riproposto le sue teorie che lo portarono in piena pandemia a rilasciare una grande quantità di certificazioni di esenzione dalla somministrazione del vaccino anti-Covid. Secondo Delicati, l’intera profilassi sanitaria nasconderebbe un disegno criminale globale: «Questa è una strage di Stato autorizzata. I medici di base prendono soldi per avvelenare i loro pazienti per quattro spiccioli, tradendo il giuramento di Ippocrate».

Nelle sue parole, cariche di rancore e allarmismo, ogni vaccino odierno rappresenterebbe un attentato alla salute: «La gente pensa di fare il classico vaccino proteico, invece adesso li fanno tutti a RNA. C’è un mio collega che è rimasto a casa a metà stipendio per non fare l’antitetanica. L’Italia è un paese cavia per i vaccini a RNA». E ancora, rivolto agli astanti: «Io non sono un no-vax, sono un medico che protegge i propri pazienti dalle sostanze tossiche».

Dalle esenzioni facili alle manette

Al di là della retorica complottista, la parabola di Giuseppe Delicati è segnata in modo indelebile da pesanti risvolti giudiziari e sanzioni disciplinari. Pur proclamandosi un martire della libertà terapeutica, è stato travolto da una bufera che ha scosso la sanità piemontese:

  • Revoca della convenzione: i vertici dell’ASL To4 gli revocarono la convenzione da medico di medicina generale per le sue posizioni negazioniste e le azioni compiute di conseguenza;
  • La fabbrica dei certificati: lo studio di via Roma a Borgaro divenne meta di un pellegrinaggio di migliaia di no vax giunti persino da fuori regione per ottenere certificati di esenzione dal vaccino anti-Covid senza i requisiti clinici necessari;
  • Misure cautelari e carcere: l’inchiesta penale per falso ideologico portò al suo arresto, costringendolo a trascorrere 60 giorni di detenzione tra le carceri delle Vallette di Torino e di Ivrea;
  • Pensione: mentre era in corso un procedimento disciplinare dell’Ordine dei Medici, all’inizio del 2022 è stato posto in pensionamento anticipato dall’Enpam, l’Ente di Previdenza ed Assistenza dei Medici.

Le manie di persecuzione dietro le sbarre

Durante l’improvvisata arringa casellese, Delicati ha vestito i panni della vittima sacrificale affermando: «Io dovevo morire in cella. Hanno tentato di avvelenarmi con delle gocce e volevano portarmi a forza in infermeria per farmi un’iniezione».

Gli agenti della Polizia Locale comandati da Alessandro Teppa, coadiuvati dal gruppo comunale di Protezione Civile, hanno sorvegliato da vicino l’evoluzione della vicenda, accertandosi che i sostenitori di Delicati non mettessero piede nel centro medico. A controllare la situazione anche i Carabinieri con alcuni passaggi a bordo della pattuglia d’ordinanza; un rapido sopralluogo anche per il sindaco Giuseppe Marsaglia.

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