Monviso, il permafrost che si scioglie e il rischio crolli: la mappa dei controlli Arpa in Consiglio Regionale
I distacchi di roccia dello scorso settembre testimoniano la crescente fragilità dell'alta quota. L'interrogazione di Giulia Marro (Avs) riaccende i riflettori sulla prevenzione. La risposta della Giunta con i dati di monitoraggio
TORINO / MONVISO – Lo scioglimento del ghiaccio sotterraneo ad altitudini elevate come fattore chiave per la stabilità delle pareti rocciose. Il monitoraggio del permafrost nell’area del Monviso e gli interventi della Regione Piemonte per prevenire il rischio di frane sono stati al centro dell’interrogazione presentata in Consiglio Regionale dalla consigliera Giulia Marro (Alleanza Verdi e Sinistra).
A rispondere in aula è stato l’assessore Gian Luca Vignale, che ha riportato le valutazioni del collega con delega all’Ambiente Matteo Marnati: i crolli rocciosi che hanno interessato la cima simbolo del Piemonte nel settembre scorso testimoniano, una volta di più, la «crescente fragilità degli ambienti d’alta quota». In questo scenario, la degradazione del permafrost viene indicata dagli esperti come una delle principali concause dei distacchi.
La rete di monitoraggio: stazioni e carotaggi profondi
Nel fare il punto sulla situazione, la Giunta ha illustrato il lavoro di osservazione condotto sul campo dall’agenzia regionale per la protezione ambientale:
«Il monitoraggio del permafrost nell’area del Monviso viene svolto da Arpa Piemonte attraverso una rete di cinque stazioni permanenti. Tra queste, il Colle Sommeiller rappresenta il sito chiave della rete regionale, disponendo di tre perforazioni profonde a 5, 10 e 100 metri».
Tuttavia, ha precisato l’assessore, con le attuali conoscenze scientifiche non è ancora possibile stabilire un’esatta correlazione quantitativa matematica tra il degrado del permafrost, la frequenza dei distacchi e la volumetria dei crolli: sul Monviso, lo scioglimento dei ghiacci perenni deve essere considerato a tutti gli effetti un «potenziale fattore predisponente».
Le strategie regionali e l’Osservatorio Clima
Tra le iniziative messe in campo a livello regionale per monitorare e contrastare gli impatti del riscaldamento globale sono state ricordate:
- L’istituzione dell’Osservatorio sul Cambiamento Climatico della Regione Piemonte;
- La sezione specifica dedicata alle aree montane all’interno della Strategia regionale per i cambiamenti climatici;
- L’attivazione di tavoli di studio e confronto interdisciplinare per individuare misure concrete di gestione del rischio e prevenzione del dissesto.
La replica: “Servono più risorse per la ricerca di Arpa”
Non si è detta del tutto soddisfatta della risposta la consigliera Giulia Marro, che nella sua replica ha richiamato le segnalazioni arrivate dalla stessa Arpa circa la necessità di maggiori fondi dedicati per studiare e approfondire questi fenomeni complessi.
Marro ha infine sottolineato l’urgenza di un repentino «cambio di approccio» politico e amministrativo nella gestione delle criticità e della tutela delle terre alte di fronte alla crisi climatica.

