Pasti freddi nella mensa scolastica a Fiano: i genitori protestano e mandano i bambini a scuola col panino. Il Comune: “Problema di utenza elettrica risolto”
Il caso del pranzo da casa sui banchi accende lo scontro sui disservizi e sui rincari ma la dirigenza e il Comune spiegano la genesi del guasto e i nodi economici
Nella giornata di ieri, giovedì 5 novembre, la scuola si è trovata nel caos: per protesta contro i pasti freddi serviti dalla ditta incaricata della mensa scolastica a Fiano, alcuni genitori hanno scelto di far fare il pranzo al sacco ai propri figli. E quella che era nata come una protesta legata alla qualità del cibo e all’aumento delle tariffe si è trasformata in un vero e proprio scontro frontale tra le famiglie e la dirigenza scolastica, culminato in momenti di forte tensione.
Le cause del disservizio nella mensa scolastica a Fiano: il cambio d’appalto e il problema elettrico
Le proteste dei genitori affondano le radici nell’inizio dell’anno scolastico, quando l’Amministrazione comunale ha cambiato la ditta appaltatrice del servizio di mensa scolastica a Fiano. Secondo quanto riferito dalle famiglie, questo passaggio è avvenuto senza una comunicazione preventiva adeguata e ha portato a un aumento del costo del pasto. Il costo è passato da circa 5 euro a quasi 6 euro, nello specifico 5,92 euro.
A ciò si sono aggiunte settimane di disservizi segnalati dalla commissione mensa: variazioni poco gradite nei menù e piatti giudicati immangiabili. La situazione è precipitata quando i genitori hanno scoperto che il cibo veniva servito freddo a causa di un guasto. I contenitori termici non venivano alimentati dalla corrente elettrica poiché il contatore dedicato non era stato riattivato correttamente in seguito al cambio di gestione. Lasciando di punto in bianco la ditta senza corrente.
La protesta delle famiglie
Alcune famiglie con bambini iscritti alle elementari e alle medie hanno deciso di organizzare una protesta pacifica, boicottando la mensa e fornendo ai figli il pranzo al sacco con panini e pizze da casa. La dirigente scolastica Maurizia Bianco ha parlato con gli studenti che contestavano il servizio. Secondo le testimonianze riferite dalle mamme, la preside avrebbe rivolto pesanti giudizi ai genitori, definendoli “irresponsabili, incivili e incompetenti per aver costretto i ragazzi a partecipare alla protesta”, ma sue le parole paiono essere state travisate.
La replica della Dirigenza
La Dirigente Scolastica ha respinto le accuse: “Ho detto, nello specifico, che io non sono l’organo competente e ho detto che il comportamento dei genitori non è stato responsabile – ha specificato Bianco – nel non rispondere alle nostre chiamate affinché venissero a prendere i figli. Non avendo un regolamento per il pasto domestico a scuola e necessitando del doppio del personale per consentire ad alcuni studenti di rimanere in classe abbiamo chiamato. Se la scuola chiama un genitore, dovrebbe rispondere, perché potrebbe essere successo qualcosa di grave”.
L’organizzazione dell’emergenza della mensa scolastica a Fiano
“Abbiamo organizzato ciò che siamo riusciti – ha spiegato Bianco – le classi intere col pasto domestico avrebbero pranzato in classe con il proprio docente. Per le classi divise a metà, il docente avrebbe accompagnato in mensa gli alunni che pranzavano lì mentre per gli altri si è proceduto a telefonare ai genitori e a chiedere di prelevarli per il pasto e di riportarli alle ore 14. Purtroppo non è stato possibile in via emergenziale gestire diversamente”. Ha poi aggiunto: “Non è così che si risolvono i problemi, già la sera prima, appena mi sono accorta del problema, ho chiesto collaborazione. Il comitato genitori e il presidente del Consiglio di Istituto si sono dati molto da fare per allentare il clima di tensione generato. Ringrazio il presidente del comitato genitori Christian Chiarbonello per il prezioso supporto e la presidente del Consiglio di Istituto Francesca Risplendi”.
La spiegazione del Comune
Dal canto suo, l’Amministrazione comunale ha spiegato le nuove tariffe e ha confermato i problemi tecnici legati alla voltura delle utenze e ai contatori autonomi della mensa, che non sono stati messi in atto dalla ditta appaltatrice della mensa scolastica a Fiano, assicurando di aver messo in campo soluzioni temporanee per garantire la sicurezza igienica. “Se avessimo mantenuto i prezzi di 4 o 5 anni fa, il bando per la refezione scolastica sarebbe andato deserto – ha detto il sindaco Luca Casale – i prezzi delle materie prime, così come in generale sul mercato, sono drasticamente aumentati. Sulla protesta non entro nel merito. Siamo però subito intervenuti consentendo di fronteggiare l’emergenza e di garantire continuità nel servizio”.

