Gli intonaci del Comune svelano una storia antica
Spettacolo e Cultura
17 Febbraio 2012

Gli intonaci del Comune svelano una storia antica

A seguito di un intervento di edilizia sul palazzo municipale, deciso dall’Amministrazione per cercare di porre rimedio al fenomeno dell’umidità che si manifesta soprattutto nei locali posti lungo i muri perimetrali posteriori dei locali anagrafe e sala consiliare, si è verificato il distacco dell’intonaco a suo tempo ricostruito durante la ristrutturazione dello stabile eseguita nel 2004 – 2005. Questo ha messo in luce la struttura muraria originale dell’edificio che risale al 1900, eretto ad uso delle scuole elementari. «Un robusto palazzo a due piani – come scrive nel suo libro il canonico Fornelli – che ha funzionato come scuola fino al 1931 quando venne costruito il nuovo edificio scolastico e quindi diventò Comune». È interessante cogliere il fatto che la popolazione cafassese di allora, di fronte alla scelta se con i pochi soldi a disposizione si dovesse provvedere alla costruzione di un edificio da adibire a scuola o Comune, avesse optato per la scuola, l’educazione dei propri figli, lasciando il Comune in due angusti locali posti nel cortile “d’ Regal”.
La scuola consisteva in quattro aule. Due sotto e due sopra, divise tra maschi e femmine, con il gabinetto fuori. Era posto in centro alla piazza, allora piazza XX Settembre; il ricordo dell’evento storico, risalente alla presa di Porta Pia era ancora vivo nella gente del paese, forse qualche emigrato vi aveva preso parte o ne aveva sentito parlare e tornato a casa aveva “educato” i paesani. Un interessante documento riferito dal canonico Fornelli racconta che il 20 settembre del 1895 il campanaro del Comune aveva suonato a distesa per celebrare la presa di Roma al Papa (20 settembre 1870), per ordine del Prosindaco Castagneri e della Giunta contro il divieto del parroco don Ribotto. Il parroco fece sprangare tutte le porte del campanile. Allora il Municipio, per rendersi indipendente, fece costruire una scala di ferro per la quale doveva salire il campanaro. «Erano tempi di lotta anticlericale – commenta il Canonico – quando la Massoneria cercava di dare la massima solennità al XX Settembre per manifestare contro il Papa. A Cafasse la Massoneria aveva messo le sue radici per mezzo di un gruppo detto dei “Settembristi” che annoverava quaranta membri.
Quella scuola, costruita allora da un povero paese che credeva nell’istruzione del popolo quale forza di democrazia è tornata a parlare di storia grazie a quello spaccato di muro di fronte al quale un gruppo di cittadini, anziani quanto esperti di edilizia si soffermano ad ammirare la tecnica di costruzione che mostra la perizia dei muratori nell’uso di materiali quali le pietre di fiume. Tale evento ha fatto sorgere nel paese un movimento d’opinione favorevole a mantenere un pezzo della facciata originaria, senza più intonacatura fresca, come si può vedere in molti edifici antichi.

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