L’agnello pasquale: i vegani tolgono alla festa il gusto della “mattanza”
Prima pagina
6 Aprile 2021
RUBRICA. "Le prime pagine dei nostri 100 anni"

L’agnello pasquale: i vegani tolgono alla festa il gusto della “mattanza”

E nel 2017 scoppiava la paura del morbillo

L’11 aprile 2019, nella prima pagina del Risveglio, compariva l’immagine delle locandine affisse per Ciriè, “Sono tutti Agnelli”, contro le mattanze del periodo pasquale e l’invito a non prenderne parte. L’Amministrazione comunale ciriacese, un paio d’anni prima, pur senza “radicalismi” aveva licenziato un nuovo e più stringente regolamento comunale sulla materia dei maltrattamenti animali assecondando le nuove sensibilità sulla tematica.

In una società sempre più vicina alle cause animaliste, anche quest’anno sono partiti i dibattiti e le prime manifestazioni degli attivisti. Anche se molti passi sono stati fatti in questo senso: il numero di agnelli e capretti macellati negli ultimi anni si è dimezzato, l’anno scorso nel “picco pasquale” ancora 360 mila hanno perso la vita. Anche Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega italiana difesa animali e ambiente, ha fatto il suo appello, nella speranza di toccare la sensibilità dei consumatori «Mangiare la carne dei cuccioli è quanto di più lontano si possa immaginare dallo spirito di una festa che celebra la resurrezione e la vita».

Il Covid 19 da un anno domina il panorama dell’informazione, enorme fonte di angoscia per la popolazione italiana e non solo, tuttavia, anche il 2 marzo 2017, sul Risveglio si parlava di contagi ed epidemia.

A preoccupare i ciriacesi era il morbillo, con 145 casi in Piemonte e ben 43 in Ciriè e dintorni. Numeri esigui rispetto a quelli odierni della pandemia ma sufficienti a creare disagi, soprattutto negli ospedali dove diversi operatori sanitari erano stati contagiati. L’Asl decideva quindi di vaccinare gratuitamente i suoi dipendenti quando l’epidemia da morbillo proprio a marzo ebbe un preoccupante picco; il morbillo, nonostante in Italia continui a circolare, grazie alla vaccinazione ora infatti fa meno paura. Molto diversa invece è la situazione creata oggi dalla curva pandemica da coronavirus che continua, insieme al crescere delle limitazioni e all’aggravarsi della situazione economica, a preoccupare.

La riapertura sembra ancora lontana e si attende con pazienza l’immunità di gregge prevista per la fine del 2021, nella speranza che la campagna vaccinale sia il più veloce ed efficiente possibile.

(Debora Catberro*)

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